PASSO DOPO PASSO

Passo dopo passo cammino la mia Terra. Copro percorsi di volti passati. Anticipo quelli a venire. Per stare ritti, nascemmo. Per andare e tornare. Per lanciare braccia e sguardi
verso l’ultima stella. E tenderci ad essa. Sono solo sull’antico acciottolato. Ma, in verità, non lo sono. Ho compagnia di quanti furono. E di quanti saranno.
L’oggi – attimo di adesso, fugace e immateriale – è il compimento del fu e del sarà.
Ieri e domani sono l’incrocio dell’oggi, la sua densità e il suo spessore. Tradizione che si muove. E toglie polvere e muffa alle bacheche degli imbalsamatori. Immagine

Passo dopo passo
cammino la mia Terra con lo sguardo aguzzo teso al significato. Voci di bimbi, che non sono più tali, Gesti di adulti, che non ci sono più. Sono loro la mia compagnia.
Una finestra, una bottega, una piazza. Un monastero, una terrazza, una vetta.
Un borgo, una torre, una clessidra. Un’adunata, un pranzo di nozze, un funerale a spalla,
una processione, uno scampanio, un allegro vociare. Ogni passo riapre un libro di storie vissute. E’ gesto culturale, il cammino, prima d’essere un fatto geografico.
Il cammino è attraversare la storia prima del reticolo della geografia. Un gesto fisico e un gesto ideale. Passo dopo passo la Terra torna ad essere mia. L’immagine si fonde in milioni di altre immagini. Diventa storia, mio malgrado. Per chi sa guardare, vedere,  per chi sa cogliere i volti che furono, quelli che saranno. E quelli che sono. Usci un tempo aperti, ora sprangati. Finestre un tempo spalancate, ora rinserrate. Attraverso risa, che non ridono più, canti, che non cantano più, nascite, che non nascono più. Ma dietro a quegli usci, a quelle finestre, a quelle risa e a quei canti, uomini donne bambini continuano a vivere una vita diversa, aspettando che la prossima torni ad esser più vera.
Passo dopo passo entro nel dopo portando il mio prima in un presente futuribile.
Guardandomi intorno. Ascoltandomi dentro. Cercando la stella.
Quella più lontana.