IL PUNTO FERMO! La natura e le sue regole.

Piceno in ginocchio. Stavolta non è una frase fatta. Fiumi fuori dall’argine in tutte le zone del sud Marche. Un ponte caduto, case allagate, alberi sradicati.

La strada nuova di Fermo è chiusa. Due frane consistenti sono venute giù. Una dal costolone del Colle Girfalco. A pochi metri dalla statua di san Savino, a pochissimi dalle prime abitazioni di via Mazzini.

L’altra sotto all’hotel Astoria. Una terza ha interessato la strada del teatro Romano, i pochi antichi resti.

Alle 14, un albero e un po’ di terriccio su viale Veneto. Due ore più tardi un’enormità di piante, terra, acqua.

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Dire che s’è sfiorata la tragedia non è cercare lo scoop.

Eppure gli alberi tenevano la scarpata. Eppure il muro sottostante ha retto.

Non c’è possibilità di prendersela con qualcuno. Non ci sono responsabili.

Forse, andando indietro di due secoli e mezzo, potremmo puntare il dito contro chi allargò la strada. Ma farebbe solo sorridere.

Resta il fatto che poteva essere veramente tragica.

La natura è così. Né buona né cattiva. Accadono fatti che non possiamo controllare e dirigere.

Inutile sbraitare. Dobbiamo solo prenderne atto e fare in modo di essere il più attenti possibile. Anche se non basta.

La montagna è la più colpita. Partendo da Servigliano, ci volevano due ore per raggiungere Amandola, ieri mattina. Le colline si sono sbriciolate.

Qui una responsabilità umana c’è. Chiamasi disboscamento e cattiva manutenzione.

I sindaci dei piccoli paesi non sanno dove mettere le mani. Non hanno un becco d’un quattrino: il  fango e la terra coprono ampie porzioni di strade. 

Ma non mi unisco al coro di chi dice che bombe d’acqua e rovesci terribili sono conseguenza dell’effetto serra, del cambiamento climatico.

C’è molto di vero. Ma non basta indicare le responsabilità ed emozionarsi un secondo. Dobbiamo fare in fretta a recuperare un rapporto con la terra e l’ambiente dove viviamo. Un rapporto di rispetto, di valorizzazione. Quindi, culturale. Senza di questo, le denunce sono inutili.

Cambiare mentalità vuol dire cambiare approccio. Anche se mai riusciremo a controllare tutto.

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