UN SOGNO DI NATALE, E COME SI AVVERO’. (di Romina Angelici)

Mancano tre settimane a Natale.  Si potrebbe scandire il tempo che rimane con un immaginario calendario dell’Avvento letterario. Ogni settimana la finestrella si aprirà su una storia scritta da Louisa May Alcott -l’autrice di Piccole Donne -, in perfetto clima natalizio,  smielato e buonista.

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Perché rimpiangere quell’epoca scomoda e buia in cui non c’erano televisioni e pc per avere la scusa di immergersi nella sana lettura di un libro, magari d’altri tempi? Quello a cui ho attinto è un piccolo scrigno, di dimensioni tascabili, da leggere davanti al camino in queste sere fredde scaldate dal fuoco crepitante che a fine giornata dissolve tutte le tensioni.

Un sogno di Natale e come si avverò” è una novella dal sapore dickensiano che ha per protagonista una bambina che ha perso il suo spirito natalizio.

Dubito che un bambino o una bambina di oggi farebbero mai sogni del genere o si priverebbero di qualcosa di proprio per fare felici chi è meno fortunato. Ma sono sicura che qualcuno di loro ha smarrito il senso del Natale nella montagna di balocchi e prodotti tecnologici che soffocano gli alberi fastosamente addobbati.

Effie, come lo scorbutico Scrooge, detesta il Natale che comporta per lei, ragazzina ricca e viziata,  da dieci anni, la stessa incetta noiosa di regali e dolciumi. Arrivando a desiderare di essere povera per rompere la monotonia delle sue giornate benestanti, raccoglie il suggerimento materno di leggere il Canto di Natale di Dickens. Lo divora tutto durante il pomeriggio e la sera quando si corica anche lei sogna che uno spirito del Natale giunga a trovarla facendole vedere la bellezza di diffondere il bene ovunque, soprattutto ai meno fortunati.

Quando Effie domanda sconcertata allo spirito che le mostra il paese del Natale e ben quattro Babbi Natale pronti a partire con le loro slitte verso altrettante direzioni per la consegna dei doni: “Pensavo che esistesse un solo Babbo Natale e che anche lui fosse un imbroglio”, lui le suggerisce un ottimo consiglio: “Non bisogna mai smettere di credere alle vecchie buone storie, anche dopo che si è scoperto che sono solo una piacevole ombra di qualche dolce verità”.

Al risveglio, raccontando il suo strano sogno alla madre, offre a questa lo spunto di rendere il loro indimenticabile. Sarà Effie ad impersonare l’angelo del Natale per le bambine sole dell’orfanatrofio dove, da un albero riccamente addobbato dispenserà giocattoli, caramelle, biscotti a tante manine impazienti, ricavandone una lezione di vita preziosa. Katy, una bambina sfortunata con la gambetta zoppa, si priva della sua bambola per fargliene dono educandola per sempre a fare del bene.

 

 

 

 

 

   

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