Digressione:

“Quell’acqua”. Lo ripete due volte.

Il capo della Protezione civile nazionale è a Fermo stamattina. Ore 11 circa. Dalla balconata della strada nuova guarda in alto. Lo sfregio della città è la frana di una costola del Colle Girfalco. Frana notevole, poteva essere tragedia.

Franco Gabrielli stringe gli occhi a cannocchiale. In alcuni punti la terra è molto scura, quasi nera. Segno di forti infiltrazioni ancora adesso. Forse da sempre. Preoccupa.

“Quell’acqua”, come dire: da dove viene, perché si disperde, quanto ha infiltrato il terreno, dove sono le condotte degli scoli, è stata captata, e come, eventualmente, è stata captata?

Non sono acque nere, gli risponde l’assessore Daniele Fortuna. Sono, allora, acque bianche, sorgenti, pozze… E’ lì che occorre intervenire. Ma prima di farlo occorre capire, e occorre farlo con chi se ne intende.

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Il prefetto Gabrielli è un uomo pratico, va al sodo, non spreca parole.

Giacca a vento blu, sciarpa stesso colore, tricolore sulla manica sinistra, ha raggiunto la città per la festa di sant’Ambrogio, patrono dei prefetti. Lo ha invitato il prefetto Emilia Zarrilli. Occasione per verificare i tanti danni dell’ultima bomba, quella d’acqua.

La regione Marche ha compiuto l’iter giusto, dice il capo della Protezione civile. C’è il governatore Giammario Spacca con lui. Le pratiche sono sul suo tavolo. I primi fondi arriveranno celermente. Serviranno a coprire le spese dello spostamento e rimozione terra, e i problemi per gli abitanti, la somma urgenza quindi. Poi, arriverà il resto. Quello per gli interventi risolutivi. Ma non prima che si sappia bene le cause che hanno provocato i danni.

“Quell’acqua”, appunto, per quanto riguarda Fermo e il colle Sabulo.

Il sindaco Brambatti loda la Protezione civile locale. Donne e uomini hanno lavorato duro lunedì notte, per far fronte alla frana, dice.

Presente anche il presidente Fabrizio Cesetti lungo la strada nuova, ha già accompagnato Gabrielli sul ponte divelto di Rubbianello. E c’è anche Adolfo Marinangeli, assessore provinciale con delega alla protezione civile.

Nella “sfiga siete stati fortunati”, alleggerisce il prefetto. Le richieste di risarcimento danni andranno con l’anno finanziario 2014, ci sarà qualche problema economico in meno.

Un’ultima occhiata a “quell’acqua” e via in prefettura e nella chiesa di san Zenone. Una santa messa per Sant’Ambrogio, per i prefetti, per la popolazione. Per l’Italia. Ci vuole proprio.

 

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