DICUNT (dal libro “Alla mia Terra. Racconti e leggende di un amante quasi deluso” di Adolfo Leoni, Albero Niro edizioni)

Fastidio? Forse meglio parlare di una leggera noia. Niente di che, direbbero i giovani. Leggera, impalpabile, eterea. Eppure, insistente. Sarà questa, proprio questa leggera noia il segnale che ci si sta perdendo.

Non lo credete? Essì, l’eterno confronto tra ottimismo e realismo. Tra chi si augura, e quindi adduce motivi comunque positivi, e chi, invece, è un po’ come il vecchio capitano di navi a vela: guarda il cielo, annusa le brezze, spinge l’occhio tra le onde.

E’ tutto a posto, tutto in ordine, capitano”, lo anticipa il marinaio di guardia.

Ma così non è.

Lui, il vecchio lupo di mare, ha capito che sta mutando il tempo.

Immagine

Gli è bastato poco.

Le sue rughe in fronte sono una carta geografica della vita. Ne ha passate talmente tante che conosce come vanno le cose: quelle di mare e quelle di terra. Le avventure dell’una e dell’altra.

Ci sarà bufera, sicuramente. Ma non arriverà improvvisa. Monterà pian piano.

Ecco: la noia leggera, il primo segnale. Qualcosa che stringe, gentile, lo stomaco e la mente. Senza far male, per carità!!! No, proprio no. Una piccola nausea, tutt’al più, senza conseguenze fisiche, sia chiaro. Un tarlo quasi simpatico, che s’insinua, che rode indisturbato, che lascia piccole tracce di polvere. Appena visibili.

Quando vedrete un messaggio, una chiamata, una luce d’avvertimento, e proverete leggera noia, allora sarà fatta.

 

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