IL PUNTO FERMO! La rimonta del popolo. Se vorrà cambiare

L’Italia non è sprofondata. Si è fermata alla soglia del baratro. Lo ha dimostrato ieri il 47 esimo Rapporto Censis presentato presso il CNEL di Roma dal presidente e dal direttore dell’Istituto di ricerca e analisi.

Se il tracollo non c’è stato dobbiamo dire grazie a entità diverse.

La rete familiare ha tenuto. La famiglia singola, costituita da poco più di  quattro persone, nella rete di parentele supera invece le otto unità. Una realtà che ha fatto da diga alla crisi.

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Le piccole e medie imprese sono diminuite di numero ma hanno aumentato l’export, segno di una vitalità sempre presente e di una innovazione colta al volo.

I giovani viaggiano l’Europa e il mondo senza sentirsi emigranti con la valigia o cervelli in fuga. Colgono al volo le opportunità offerte da altri paesi, acquisiscono conoscenza che posso ritrasferire in patria.

Le donne aumentano la loro presenza nell’impresa e nelle professioni.

Il piccolo commercio aumenta dell’un per cento, così come la vendita on-line e gli ambulanti.

Gli immigrati si fanno piccoli imprenditori e danno lavoro anche agli italiani.

I consumi cambiano anche tra il ceto ricco. Si spreca molto meno.

Certo, la situazione non è rosea. La disoccupazione  cresce, le famiglie fanno fatica a pagare le bollette, i giovani del sud abbandonano gli studi.

Ma non è compromessa.

Il paese si sta riconvertendo. Con grande fatica, ma lo sta facendo. E questo grazie alla sua gente.

La classe dirigente è accusata però di aver amplificato allarme e emergenza per mantenere posti di potere.

Il presidente del Censis De Rita non nasconde i problemi. Indica però anche il modo per affrontarli.

Parla di nuova coesione, legame orizzontale tra soggetti. Connettività.

La crisi antropologia – spiega – prodotta dall’individualismo, dal particolarismo, dalle piccole furbizie “ha raggiunto il suo apice, ed è destinata a un progressivo superamento”.

E’ la rimonta del popolo. Se vorrà. E se vorrà cambiare.

 

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