CAMMINO LA TERRA DI MARCA. Sapori e leggende di una valle benedetta (di Adolfo Leoni)

Giorni fa. Strada per Petritoli. Ancora un mattino di sole. Aldo porta la coppola sicula in testa. Tra le labbra, una pipa spenta e usurata. In una giacca di lana troppo ampia, le magre spalle appoggiate alle mura di una casa sul ciglio di via. Il vecchio guarda mare che non si scorge. Sonnecchia nell’ultimo tepore prima del ghiaccio d’inverno. Testa a toccare il bastone ricurvo. Sembra un quadro di Millet. Sono a caccia di leggende. Scendo dall’auto. Sorrido. Sorride.

Le rughe come carta geografica di una intensa vita. Dico: “Buongiorno”. Crolla due volte il capo. Contadino, allevatore, padre di tre figli, ora nonno di cinque ragazzi. L’agricoltura è morta, ripete. E anche le stalle. Fra poco la festa di sant’Antonio, ma c’è ben poco da festeggiare. Le “panette” erano i pani benedetti nelle chiese il 17 di gennaio. Ora non più. Altri tempi. Malinconia. Nulla gli manca. Se non la potatura e la semina, che gli sono impedite. Per un fatto di cuore, e d’innovazioni.

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Petritoli ha tre porte d’ingresso, che diventano una. A pochi metri, l’antico palazzo Mannocchi. Ora di un belga. Lo ha reso resort di classe. Cinque stelle al merito. Da primavera a fine estate, le stupende sale e le suggestive camere s’affollano di turisti. Per lo più neozelandesi e australiani e statunitensi. Vengono per godere panorami, borghi e campagne (il nostro “petrolio”). Ed anche per unirsi in matrimonio nel teatro gioiello di legno. Nei pressi del palazzo,  due giovani – neppure 25 anni a testa – hanno fatto la loro scommessa appena pochi giorni fa. Un locale dove mangiare i cibi di questa benedetta Terra di Marca. Poco più in là, un negozio di articoli vintage. Una bella signora, non italiana, quarant’anni gloriosi, accoglie simpaticamente il  cliente. Altra scommessa.

Chi l’ha già vinta è Passamonti, macellaio provetto da Monte Vidon Combatte. Macelleria, la sua, come usava anni fa. Prodotti di qualità fatti in proprio e con passione. Una consegna di padre in figlio.  Un successo nazionale. Non cercato. Ottenuto per meriti. Anni addietro. Scoperto per caso. All’inizio un “pellegrinaggio” di clienti non del posto. Il primo giorno non ci si fa caso, il secondo neppure. Poi, ci si domanda come mai tante visite e tanti acquirenti. Si apprende così che il grande Veronelli,  penna magistrale e scopritore di vini eccelsi e di talenti gastronomici,  ne ha scoperto un altro, di talento. Il Passamonti, appunto, e la bontà dei suoi salami, salsicce, grande norcineria nostrana. Non solo l’ha saputo ed assaggiato quei salami, ma lo ha anche scritto in una guida. Un boom. Se la clientela è aumentata, se la fama pure, la semplicità del macellaio e la qualità dei suoi prodotti sono rimasti tali e quali.

Ad Altidona, Pamela e Giulio, coppia nella vita e nel lavoro, hanno visto crescere il loro sogno. Si chiama “Le Senate”, è un’azienda che produce vini. Barbula e Calcinello, tra i migliori. Quest’anno sui tavoli de Il Tiglio a Isola san Biagio di Montemonaco.

Aveva ragione Aldo dalla coppola sicula: terra benedetta, la nostra sin quando riusciremo a preservarla dai vandali che stavolta abitano le nostre stesse case.

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