IL BELLO DEL GIORNO

Agli amici ho augurato un buon 2014 scrivendo due righe su facebook. Appuntavo questo: “Un grande educatore invitò a stare ‘ogni giorno con una cosa bella’. Quanti segni positivi accadono nella realtà? Numerosi. E ogni giorno. A volte non li scorgiamo, perché la mentalità dominante ci ha abbassato l’orizzonte; a volte, invece, li vediamo ma li dimentichiamo in fretta.

Dovremmo fare un esercizio: basterebbe un quadernetto o la pagina fb o quello che vi pare, dove appuntare il positivo colto nella nostra quotidianità. Un tramonto, un’alba, un sorriso, una gentilezza, la pacca sulle spalle di un amico, una stretta di mano calorosa, il bacio furtivo di una moglie, un marito, una compagna, un compagno, un fidanzato, una fidanzata…, un saluto per strada di sconosciuti, un gatto che si stende al sole, una nevicata notturna…”. Un fatto positivo contagia, fa replicare, porta frutti

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Un vecchio compagno di scuola, psicologo e psicoterapeuta, mi ha risposto così: “Si chiama ‘DIARIO A.M.P.’, cioè diario dell’atteggiamento mentale positivo, ed è una tecnica di Psicoterapia elaborata tra le due guerre mondiali dal grande psichiatra e psicoterapeuta austriaco Victor Frankl. fondatore della terapia del LOGOS. Io la applico con successo e soddisfazione da circa 30 anni!”.

Lo ringrazio. E rilancio. In questo tempo gramo, pieno di sofferenza e di fatica, guardare qualcosa che possa dar luce al cammino quotidiano è forse vitale. Ogni giorno accade qualcosa in controtendenza a quello che tv e giornali raccontano. Capita che un collega ti aiuti disinteressatamente in un lavoro, che un figlio ti faccia un regalo inaspettato, che un passante ti chieda con gentilezza un’informazione, che un vigile urbano ti indichi la strada senza spazientirsi, che un direttore di banca ti sia vicino in un momento particolare, che la tua donna, il tuo uomo ti mostri che l’amore supera anche gli scogli più alti, che il docente universitario si interessi a te, che ti arrivi una risposta di lavoro che davi ormai per persa.

C’è qualcosa nel mondo e negli uomini che sfugge al grigiore diffuso a piene mani. Il problema è che scordiamo rapidamente.

La Chiesa cattolica raccomandava – non so se lo faccia ancora – l’esame di coscienza serale. Più che un chiedere perdono dei peccati commessi, potrebbe tornare utile richiamare alla mente il bello accaduto nel corso della giornata. Come effetto di contagio, dicevamo.

Gli ebrei, coscienti della dimenticanza del popolo, mettevano pietre là dove qualcosa di bello e di grande era capitato. A ricordo, appunto.

Il problema dei contemporanei è la dimenticanza. Sconfiggerla o quantomeno tenerla a bada, ci farebbe star meglio.

Da provare. E ancora: Buon 2014.

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