IL PUNTO FERMO. Cercansi idee forti! Per dare respiro alla Terra di Marca (di Adolfo Leoni)

Sono vent’anni che se ne parla. Ma a Fermo la piazza principale resta vuota.

Fa male vedere le saracinesche abbassate e le vetrine spente. Quello che ancora fa più male è un cartello di un negozio di corso Cefalonia. Annuncia chiusura e spostamento. E dà appuntamento alla clientela… a Porto San Giorgio.

E’ come dire: qui a Fermo è inutile restare, ci vediamo giù, al mare.

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I commercianti sono più che preoccupati. Sono straziati. Neanche Natale ha fatto il miracolo, neppure i saldi. In piazza del popolo niente auto. La piazza torna ad uso dei pedoni, che però non ci sono.

Luogo spettrale di sera: ma stupendamente spettrale.

Nessuno ha la soluzione in tasca. Lo scivolamento in basso è un dato che accomuna piccoli, medi e grandi comuni. La concentrazione di servizi e centri commerciali sulla costa e a Campiglione di Fermo non ha certo aiutato. Tante manifestazioni, il cui senso pieno lo avrebbero all’interno delle antiche mura dove si forma comunità, si sono spostate in periferia, tra il cemento armato di luoghi artificiali, senz’anima e senza storia, sottraendo, tra l’altro, persone dal centro.

Si può invertire la rotta? E’ la domanda cruciale. Che avrebbe bisogno di risposte radicali. L’impressione è che si pongano toppe, per rimediare un giorno, senza risolvere nulla sul medio e lungo periodo.

Alcuni eventi hanno richiamato folla: la Fiera di Natale, ad esempio, aiutata anche, sembra paradossale, dalla recente frana del Girfalco, o le befane del sei gennaio. Sono appuntamenti però annuali. Che non danno soluzioni complessive. Non risolvono il problema degli esercenti. E non mettono a tema alcune domande: chi fa il centro storico, chi lo vive, i residenti che dicono? E ancora: qual è l’idea forte per Fermo (su cui imperniare una comunicazione battente), la sua specificità, la sua caratteristica maggiore, cosa vuole essere questa città che potrebbe perdere anche il titolo di capoluogo?

A chi spetta la soluzione? Sicuramente alle amministrazioni comunali e alla politica. Non tanto nel senso di “pensare” in proprio la città, o disegnarne lo stile, quanto invece nel saper cogliere e valorizzare il nuovo che cresce e le proposte intelligenti che vengono offerte dai privati, associazioni, gruppi, senza considerarli potenziali avversari. Perché anche questo è il dramma. Considerare chi si muove e propone un potenziale e pericoloso competitor. Roba da far accapponare la pelle.

Ci sono stati riflessioni e progetti di privati cui l’amministrazione comunale non ha dato seguito. Come quello di Italia Nostra. Oppure, ed esattamente un anno fa (25 gennaio 2013), quello dell’Associazione UNO+uno 3 che ha lanciato Fermo Project con il convegno: “Marche il centro storico: verso un nuovo modello di sviluppo integrato del territorio e dei borghi”.

Cecilia Romani Adami, che gestisce in corso Cavour un resort di charme dove ospita personaggi importanti provenienti da tutto il mondo, ha chiamato a raccolta docenti universitari, investitori stranieri, dirigenti della Banca europea degli investimenti, intellettuali, imprenditori.

Un incontro dove è stata dimostrata la centralità di Fermo con il suo territorio rispetto alla Regione e allo stesso centro Italia, e le potenzialità che esistono di intercettare flussi turistici di grande rilevanza.

La domanda dunque non è tanto centro storico aperto o chiuso alle auto, negozianti sì negozianti no, commercio questo commercio quello.

Il punto sta in un respiro diverso da dare alla città e alla Terra di Marca, in un cogliere alcune caratteristiche capaci di conquistare turismo, per tutto l’anno. 

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One thought on “IL PUNTO FERMO. Cercansi idee forti! Per dare respiro alla Terra di Marca (di Adolfo Leoni)

  1. Forse si potrebbero ascoltare i giovani o comunque quelle associazioni o comitati le cui idee nuove non sempre vanno posposte a quelle dei cosiddetti “esperti”. Poi certo nessuno si può esimere dal contributo fattivo perché se l’Amministrazione Comunale non rilascia incentivi concreti, i privati fanno shopping a P. S. Giorgio, l’ASITE e Polizia Municipale distribuiscono multe a destra e a manca, i negozianti espatriano verso i centri commerciali… non ci possiamo lamentare, ma il mio è solo un modesto parere…

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