IL FERMO DELLE IDEE (di Adolfo Leoni)

Tutto come previsto. Anzi, no. Qualcosa è accaduto iersera in consiglio comunale a Fermo.

Due consiglieri comunali della minoranza, Capriotti e Ficcadenti, hanno condotto un’auto nelle sale del Palazzo dei Priori.

Ovviamente, non s’è trattato di veicolo vero. Ma di una riproduzione, anche se piuttosto grande: una fiammante 500 fiat cabriolet.

Dato che auto in piazza l’amministrazione Brambatti non ne vuole, l’opposizione voleva parcheggiare l’automobile dentro il recinto consiliare.

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La Brambatti non ha sorriso dello scherzo-provocazione; l’assessore Fortuna lo ha fatto invece sotto i baffi, infischiandosene delle dure critiche che qualche ora prima l’Assocommercianti di Viozzi gli aveva rivolte dai siti internet.

Sandro Vallasciani, presidente del consiglio, ha avuto qualche moto di sguaiata stizza nell’impedire l’invasione di campo (vedere le foto del Carlino per credere).

All’ordine del giorno, temi scottanti come l’Asite e la discarica di san Biagio.

Lo scherzo-provocazione ha agitato gli animi prima dell’inizio dei lavori.

Che si sia riso oppure no, resta solo uno scherzo. Ed il problema è proprio questo. Che si scherzi sulla morte del centro storico. Sulla difficoltà di qualche decina di commercianti.

Che lo si faccia portando in consiglio un’auto o che si rinserri la piazza immaginando antiche glorie, il problema resta.

Il punto sta invece nell’affrontare con decisione e con una idea forte la caduta di interesse per la città.

E’ un compito dell’amministrazione comunale valutare e valorizzare i suggerimenti intelligenti che vengono dalla gente; è compito dell’opposizione elaborare un progetto eventualmente alternativo di fruizione della città.

Non ci sembra che accada né l’una cosa né l’altra.

Di idee forti intorno a cui imperniare la rinascita cittadina non ce n’è, tanto che alcuni commentatori parlano di Fermo ormai come di una periferia di Porto Sant’Elpidio e addirittura di Porto San Giorgio. Una responsabilità dell’attuale Giunta. Ma responsabile è anche la minoranza, sinora incapace di formulare proposte precise. Si salvano un poco Massicci, Romanella e Rastelli, i cui interventi contengono qualche buono spunto.

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