IL PUNTO FERMO. Borghi e strade sporche. Colpa di chi? (di Adolfo Leoni)

C’è un manifesto circolato nel Fermano negli ultimi mesi. Una specie di decalogo. Al punto 7 recita: “Mi impegno per la salvaguardia dei nostri Borghi. Luoghi dove è ancora possibile condurre una Buona Vita”.

Dei nostri Borghi belli ci riempiamo la bocca. Giustamente. Sarebbe però ora che li rendessimo tali sul serio.

Partiamo da Fermo. La piazza è rinserrata. Guai alle auto. La scelta di impedirne il parcheggio deriva dal fatto che piazza del popolo è un gioiello architettonico. Le autovetture la sfregerebbero.

Immagine

Qualche metro più in là però lo sfregio è consentito. La suggestiva e stupenda via dell’anfiteatro romano è intasata di auto. Se risali la strada, appena la semicurva, vedi slanciarsi la Torre del Duomo ma anche acquattarsi la vista tra file di macchine ferme. Uno stridore.

Ci spostiamo in alcuni centri dell’entroterra. A parte le storiche brutture dei palazzacci semi grattacieli di Montegranaro e Monte Urano, a sfigurare il panorama cittadino è l’asfalto.

Montegiorgio ne è campione. La zona del teatro ha visto crescere il fondo stradale di 30 centimetri almeno. Asfalto su asfalto, che ha creato uno scalino tra la sede stradale e le antiche – e belle – panchine di pietra.

Porto San Giorgio non brilla di pulizia. Vedere bottiglie, cartacce, cartoni e ferri vecchi per strada non è certo esaltante.

Campionessa dello sporco per via resta la Provincia. Gli argini delle sue strade fanno pena, sembrano la tangenziale romana. La provincia commissiona ogni anno il taglio dell’erba ma non il ritiro dello sporco che affiora abbondante. Per cui, quello che non si vedeva prima grazie alle erbacce, si vede dopo lo sfalcio. Più volte ne abbiamo chiesto ragione. Ma inutilmente.

Restiamo poi noi cittadini, che di sporco ne lasciamo tanto in giro. Come se la cosa non ci interessasse o non ci appartenesse. Come se Pino, Pincio, Girfalco, lungomare, piazze e piazzette non fossero anche nostre. Però qui spezzo una lancia per i privati cittadini. Stato, regioni, province, comuni ci hanno detto: pensate a bere il caffè e dare la caccia alle farfalle, pensiamo noi a tutto e per questo pagateci.

Noi paghiamo. E tanto. Ma loro?

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...