VECCHI POETI E GIOVANI MARINAI (di Adolfo Leoni)

C’è un bando della Regione che riguarda le azioni per una longevità attiva. Le Marche sono la regione con la percentuale più alta di anziani. Il Fermano lo è nella regione.

Possiamo dire che la nostra terra favorisce la longevità, che, se accompagnata da azioni di supporto, sarà una vecchiaia bella e felice.

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Dico questo perché ieri ho trovato un amico inaspettatamente su facebook. Nulla di speciale se non fosse che Agostino Scaloni abbia superato gli ottanta anni di vita. Vita vissuta, vita intensa.

Eccolo, invece, ad una veneranda età presentarsi in rete, e raccontare le sue “storie” nel cyberspazio.

Agostino è un grandissimo poeta. Un poeta vero. Che ha cantato l’amore, le piccole e grandi delusioni della vita, la bellezza del  creato, le preoccupazioni per un mondo che ha tagliato via ogni valore. Con un filo di malinconia, con un filo di speranza.

Lo ha fatto usando, non l’italiano, ma un’altra lingua. Ha usato il vernacolo, che lingua lo è sul serio, senza cedimenti alle battute grasse e spesso volgari, battute ad effetto, in cui purtroppo il dialetto è precipitato ultimamente.

Agostino è nato e risiede a Montegiorgio. E fa parte di quella schiera di poeti locali che, in un preciso momento di tempo – anni 45/75 dello scorso secolo –, furono numerosi, vivaci e prolifici.

Gente che veniva e amava la terra – Agostino è stato agronomo -, che sapeva attingere dalla cultura di tradizione quella sapienza profonda capace di guardare con giudizio alle cose del mondo.

Diversi i libri pubblicati, ultimo: la ristampa di un successo: “Còre de Muntijorgio”.

Salutandolo, ieri, per il suo ingresso su fb, gli ho proposto un verso di Gibran: “Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre. E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa”. Generazione su generazione.

Con qualche problema alle gambe, anziché camminare Agostino preferisce oggi “navigare”, accompagnato da un “marinaio” d’eccezione: sua figlia Patrizia.

Lui, “capitano di lungo corso”, lei timoniere accorto.

Buona navigazione, Gustì.

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