CAMMINO LA TERRA DI MARCA. La bellezza vincerà, ma dobbiamo saperla cogliere (di Adolfo Leoni

Coincidenze non casuali, direbbe Giorgio Galli, scrittore, storico e studioso di esoterismo. Gli ho sempre creduto.

Sabato 8 febbraio, Sant’Elpidio a Mare. Il Casale Quota CS è appena sotto la città, tra il verde dei campi e la “quinta”, neppure lontana, del mare “nostrum”. Giovanni Martinelli presenta il suo libro “Elpidiensi nella storia”. “Medaglioni” biografici di persone e personaggi che hanno lasciato tracce. Il volume segue idealmente quello del 2010, “100 illustri personaggi”. La finestra alle spalle del relatore inquadra la superba Torre Gerosolimitana. Quante storie incastonate in quella croce particolare!

ImmagineSan Marco di Ponzano di Fermo

Stefano Papetti, critico d’arte e direttore della Pinacoteca di Ascoli Piceno, relaziona anch’egli. In mattinata ha accolto un gruppo di inglesi giunti nelle Marche per vedere dipinti e camminare i Sibillini. La fama dei Crivelli e dei Monti fatati vale più di dieci Borse turistiche. La Bellezza attira, conquista, seduce. La Terra di Marca ne è scrigno

Provate a girare di notte, quando le colonne sonore della vita s’attenuano. L’ho fatto nelle mie “Incursioni Pirata”.

La chiamano san Marco, è la chiesa di santa Maria Mater Domini. Piccola, uno strano campanile al centro, nella campagna di Ponzano di Fermo. Un sagrato minuscolo. Ci portai Bruno Tolentino, il più grande poeta cattolico brasiliano (origini italiane). Amico personale di Ungaretti. Di lui ci lesse alcune poesie. Un faro appena ad illuminare un rettangolo di verde. Bruno dinanzi all’ingresso, davanti 20 amici. Parole come carne. Silenzio intorno. Poi, brindammo con i “bianchi” della Marca. Avvolti dalle tenebre. In attesa del giorno.

A volte la luna piena si posa sulla torre di Monte Vidon Combatte. Sembra appoggiarsi per qualche istante. E, tranquilla, riposare. Val la pena allora scendere dall’auto e guardare stupiti, ripetendo con Montale: «Un imprevisto è la sola speranza…». Non la pianificazione, la guida, l’elencazione del da farsi. Solo un imprevisto, colto dietro ad una curva di strada.

La piazza alta di Monsampietro Morico confina con il castello dei Polimanti. Il balcone scopre la collina ondulata verso Fermo e verso la montagna. Malugero Melo, “titolare” del luogo, venne dalle Puglie, signore e guerriero. Quante volte avrà calpestato l’acciottolato di questi luoghi con il suo cavallo?

La sede centrale della Cassa di Risparmio di Fermo sorge su ruderi romani e s’innesta su Palazzo Matteucci. Saporoso ne fu il più noto. Condottiero e architetto, contribuì al rinforzo delle mura di Ragusa (l’odierna Dubrovnik). La vicina Torre medievale imprigionò, si racconta, una donna bellissima, Mihrimah, figlia di Solimano, catturata a Corfù. Storia di odi e di amori. Eterno conflitto.

Mentre risalgo il Girfalco, tre ragazzine (15-16 anni?), fumando male e parlando peggio, usano ogni due parole quel termine che Cesare Zavattini rese pubblico negli anni settanta. Disdice in confronto ad occhi belli e grandi. Qualche minuto più tardi, Ernesto Galli Della Loggia, da Radio 1, denuncia la “plebeizzazione” sempre più vincente nella società italiana. E’ finita? Non, non lo è. La Bellezza vincerà la sfida. Sempre che la bellezza sapremo coglierla.

 

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