CULTURA E TURISMO. Chi lo fa e chi lo dice (di Adolfo Leoni)

Loira-Bisonni-Ciabattoni, amministratori sangiorgesi che non hanno avuto remore alla proposta dell’ex sindaco di Fermo Di Ruscio.

Umberto Broccoli a Porto San Giorgio? Sicuramente sì, senza alcun problema.

Teatro comunale? A disposizione!

Ben venga il professore che conduce su Radio Rai 1 “Con parole mie” e che ha scritto un volume incredibilmente bello, “Luoghi Comuni”!

Perché tutta questa apertura?

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Ma per un fatto d’intelligenza degli uni (gli amministratori sangiorgesi) e dell’altro!!!

Broccoli è un personaggio, ma non di quelli con lustrini, il prof. sa quello che dice, esprime una cultura profonda e la comunica in modo semplice, diretto e chiaro.

Proprio quello che ci vuole per trattare e spingere la Terra di Marca.

Operazione culturale e operazione turistica dunque

Fermo ha snobbato il professore. Osimo se l’è subito preso, Recanati ha fatto altrettanto, San Benedetto lo vorrebbe già in primavera.

Catia Ciabattoni fa le fusa.

Qual è la forza dell’Umberto? Condire cultura classica, musica, ricordi, paesaggi. Un enorme dipinto. Che piace, che suscita emozioni. Quello di cui abbiamo bisogno.

Ieri Stefano Cesetti su Il Resto Carlino è stato impietoso.

Valanghe di comunicati stampa marchigiani dalla Bit, elogi a non finire: va tutto bene, madama la marchesa, eppure nei sondaggi turistici le Marche sono poco o nulla visibili.

Comunicati autoreferenziali!!!

Gli indicatori dicono invece: Salento, zona del Chianti, le Cinque Terre, il Perugino, il Cadore.

Occorrerebbe che i nostri grandi strateghi del turismo, in regione e più sotto, facciano mea culpa.

Mi raccontava un’amica salentina che lo sviluppo turistico della loro terra è legato sì al mare, ma anche alla Pizzica (il ballo tipico), alle Vinerie (locali un poco cantine un poco sale da ballo) e alla Littorina (il viaggiar lento in treno).

Vi risulta, tolta la Littorina, che le Marche, specie quelle del Sud, siano da meno negli altri due settori?

A me no. Basterebbe saper guardare con altri occhi. Come guarda Umberto Broccoli, ad esempio. Condendo di classicità e modernità, vestigia antiche e bellezza dei campi.

Ma c’è un altro aspetto. Lo diciamo, stavolta, con un guru della comunicazione web, Pier Domenico Garrone, intelligentemente invitato mesi fa dalla Carifermo a Fermo.

Stare sul web, raccontava ai ragazzi della Pagella d’Oro, occorre farlo con due convinzioni: presenza costante e racconto costante.

La prima la si può avere subito e facilmente; la seconda ha bisogno di gente capace di cogliere lo spirito delle nostre contrade. Per sedurre ed emozionare.

Non ci sono manuali che tengano. Corsi che tengano. Strateghi che tengano.

Occorre sguardo animo e cuore.

Sconsolato, mi domando: ma chi lo suggeriamo?

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One thought on “CULTURA E TURISMO. Chi lo fa e chi lo dice (di Adolfo Leoni)

  1. Lo suggeriamo a quei (pochi) politici che hanno voglia di fare ciò per cui sono stati eletti. Amministrare al meglio il proprio territorio, proporre, aiutare i privati che hanno iniziative ed idee. Incentivare il turismo costa poco qui da noi, abbiamo tutto ciò che serve, basta aprire gli occhi e guardarsi intorno. La storia, la cultura, il mare, i monti innevati, le colline a scacchi, le olive e le creme fritte. Mancano solo gli hotel, persi in dispute ridicole o in appalti misteriosi che fanno perdere solo tempo, come sta accadendo di recente. Caro Adolfo, ti ho narrato da poco come nacque l’iniziativa di avere Umberto Broccoli e la RAI a Fermo, ti ho scritto anche come tale iniziativa morì. I privati possono fare molto, se le amministrazioni hanno orecchie per sentire. Due anni fa organizzai un raduno di auto Volvo a Fermo, ma alla mia città non chiesi niente. Portai 40 persone a spasso per vicoli e a mangiare nei ristoranti tipici ma al mio Sindaco non ho chiesto niente, visto lo scarso interesse per ogni evento. Le macchine furono posizionate al maxi parcheggio e poi tutti a piedi verso il centro. E di mattina, tutti al mare. Mi appoggiai al Comune di Campofilone che chiuse il paese per noi, portandoci in visita al museo, a luoghi tipici e ad un pastificio, di quelli dove nascono i Maccheroncini. Inutile narrare quanto quel weekend fu gradito ai miei ospiti, dico solo che quest’anno mi hanno chiesto di ripeterlo e in più anche il club Italiano Saab (abbiamo amici in comune) mi ha chiesto appoggio e organizzazione per visitare la nostra terra. Anche stavolta non chiederò niente agli amministratori della mia città, mi rivolgerò a qualche paesino che crede nel turismo molto più di noi.
    E, comunque vada, sarà un successo.

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