COSE DI QUESTO MONDO. Gli spot e il ragionamento. I prodotti da vendere e le idee. Le Azzurre formose e le magiche pozioni (di Adolfo Leoni)

Beppe Grillo da Sanremo, parlando della RAI, ha detto una cosa giusta: Il servizio pubblico dovrebbe aiutare a far ragionare e riflettere la gente.

Invece di farlo, il servizio pubblico rincorre le televisioni commerciali pur facendoci pagare il canone. Una corsa al ribasso. Una grande vetrina luccicante di cose da piazzare sul mercato.

L’altro giorno Emma Bonino, parlando dei nostri marò sequestrati in India, m’è piaciuta, sia per quello che s’è lasciata sfuggire: e che dobbiamo andarli a prendere manu militari? Sia per il modo in cui l’ha detto.

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Il ministro degli esteri ragionava con il giornalista, non guardava fissa e imbambolata la telecamera, non voleva ipnotizzare il pubblico, rispondeva invece ad una domanda del reporter, che è un uomo in carne ed ossa e non un microfono oscillante.

Esattamente l’opposto dei politici navigati. Guardate ad esempio le campionesse di Forza Italia o i giganti di Sel e PD (ma anche NCD): sanno di avere trenta secondi in tutto e allora fissano l’obiettivo e partoriscono lo slogan imparato a memoria. Da imbonitori. Come suggerito dai guru della comunicazione.  Dove i cittadini diventano clienti e acquirenti.

Ormai non c’è più differenza tra un venditore di pentole o materassi, e uno spacciatore di sue verità politiche.

Se non rischiassimo la blasfemia, diremmo di un nuovo comandamento: non avrai altro dio che lo slogan.

Ma se tanta classe politica, alla sola ricerca di consenso, si dedica all’ipnosi dei futuri votanti, come se ne esce?

Il grande Giuseppe Prezzolini aveva fondato la società degli Apoti. Un dotto termine greco, che voleva dire: coloro che non se la bevono, che non ingurgitano senza assaggiare, che vanno oltre all’apparenza, che si chiedono il perché delle cose.

Umberto Broccoli, dal palco del teatro sangiorgese, ha ribaditodomenica scorsa la necessità della memoria, quella che il ’68 ha spazzato via. Il suo esercizio ed uso ci consente collegamenti, ci aiuta ad aprire file naturali dove cogliere le connessioni e il già vissuto.

Wikipedia è un falso aiuto, pozzo senza fondo di tutto e del suo contrario, crea più problemi che soluzioni. Il KGB sovietico era esperto in disinformazione. Che si poteva ottenere distorcendo la verità, quindi cavalcando la menzogna, oppure soffocandola sotto migliaia di informazioni contrastanti.

In 1984, Orwell raccontava di una società dove venivano ridotte le parole del vocabolario: senza termini sparivano così, pian piano, desideri, passioni, idee.

Bradbury, in Fahrenheit 451, addirittura parlava di pompieri addetti a bruciare i libri, perché pericolosi per il regime. Come fece, di fatto, il nazismo e il comunismo sovietico, cinese e cambogiano.

Per dire, in conclusione: quando vedremo le belle, truccatissime, attillatissime, formosissime azzurre e compagnia parlante, scrutiamone il viso e domandiamoci che pozione magica vogliono farci bere?

 

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One thought on “COSE DI QUESTO MONDO. Gli spot e il ragionamento. I prodotti da vendere e le idee. Le Azzurre formose e le magiche pozioni (di Adolfo Leoni)

  1. Apprezzo Grillo come comico, non come politicante-urlatore-istigatore delle masse. C’è da dire che è comunque valido il suo commento sulla Rai che deve essere servizio pubblico e dunque deve informare in maniera seria e corretta, divulgare cultura e non rincorrere il modello americano importato dalla tv commerciale.
    Ma quanti seguirebbero una Rai così ? La sopravvivenza di una televisione è sostenuta dagli ascolti, altrimenti si rischia di spendere senza incassare e quindi di chiudere. Ci devono essere canali commerciali e altri culturali, un pò come succede con le reti Rai radiofoniche. Radiodue “sportiva”, Radiouno culturale, Radiotre “classica”.
    Ho notato anche io che i politici “ben istruiti” (non solo le donne) guardano la telecamera e non il giornalista o chi sta conferendo con loro. Certo, le azzurre sono professioniste in questo campo, ricordo i tempi in cui esisteva “la valigetta del candidato” consegnata a tutti i politicanti dai vertici di Forza Italia, contenente dettagliate istruzioni sui comportamenti che un aspirante-politicante doveva tenere in ogni situazione. Compreso lo sguardo fisso e il sorriso verso i media e non rivolto alla persona con cui si sta parlando. Le azzurre poi ci mettono anche la gonna sopra al ginocchio e le gambe ben accavallate, d’altra parte se lo possono permettere in quanto scelte per l’avvenenza e non per qualità intellettive. Tutto fa brodo per raccogliere voti.

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