“NON E’ MAI TROPPO TARDI” BATTE LA POLITICA (di Adolfo Leoni)

Le indagini statistiche sui gradimenti televisivi sono state feroci.
Il maestro Manzi ha battuto 4 a 1 i programmi di approfondimento politico. 
Questo significa che due sere fa, in occasione della fiducia richiesta al Senato dal governo guidato dal giovane Matteo Renzi, quattro italiani su uno hanno preferito seguire la fiction sul maestro del “non è mai troppo tardi” piuttosto che le discussioni dei politici nei vari salotti.
Abbiamo l’impressione che anche Renzi, se fosse tornato a casa, avrebbe visto lo sceneggiato.

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Ne siamo piuttosto convinti avendolo guardato mentre, a braccio, parlava nell’austera aula di Palazzo Madama.
Aveva la giacca sbottonata, le mani più di una volta sono finite in tasca, si rivolgeva in modo diretto e dinoccolato ai senatori, come per dir loro: Ragazzi, o stavolta o mai più.
L’impressione è che, parlando ai senatori, parlava alla massaia, all’operaio, al ragazzo del bar, al precario. 
Linguaggio diretto, immediato, senza mediazioni.
Qualcuno ha detto: un discorso di un’ora senza contenuti.
A me non sembra.
E concludo così come avevo scritto e detto giorni fa: vediamolo al lavoro, vediamolo sul concreto, sospendiamo il giudizio.
La stessa conclusione a cui è giunto Diego Della Valle che, stamattina, su un importante quotidiano ha detto: giudichiamolo dai fatti!
Giusto. Ma guardiamo attentamente. Senza bere i comunicati stampa e le veline dei comunicatori

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One thought on ““NON E’ MAI TROPPO TARDI” BATTE LA POLITICA (di Adolfo Leoni)

  1. Mi ricordo qualcosa di “Non e’ mai troppo tardi”: ricordo quella strana figura di maestro che invece della lavagna usava grandi fogli su cui disegnava, rimanevo sempre impressionato dalla facilita’ con cui in poco tempo quel signore creava incredibili figure . Non ho mai saputo disegnare ed ho sempre avuto un sentimento a meta’ tra ammirazione e invidia nera per chi possiede questa capacita’ (A cominciare dal mio papa’: severa figura di medico specialista burbero e severo quel che basta, nonché bravissimo disegnatore ed appassionato conoscitore di arte e pittura. Tra le tante delusioni che gli avro’ dato quella di disegnare come una capra ha avuto il suo posto ma papa’ mi voleva bene lo stesso…). Poi mi incuriosiva l’ insistenza con cui papa’ voleva che io e mia sorella guardassimo quel programma alla sera, che c’ era da vedere? Tutte quelle cose che venivano spiegate le conoscevamo gia’ e poi non c’ era mai uno che facesse scenette divertenti o cartoni animati…. Dopo cresci, diventi “grande” e capisci il valore di un programma di quel genere in una Italia in cui l’ analfabetismo era ancora a livelli da Italia di quell’ epoca. L’ importanza della “tele” in Italia: dal maestro Manzi a….. Silvio….. certo che di strada ne abbiamo fatta e non precisamente in meglio. Cosi’ oggi ci troviamo a discettare su un candidato Presidente del Consiglio che parla tenendo una mano in tasca. Mi verrebbe da commentare con parole che dimostrerebbero la mala educazione appresa negli anni ultimi, lascio perdere. Abbiamo visto di tutto in Parlamento e ci e’ andato tutto bene, ora ci scandalizziamo perché un “maleducato” giovane non e’ abbastanza formale e parla di scuole e marciapiedi. Dimentichiamo subito a quali risultati ci hanno portato decenni di stateghi specialisti di grande politica o grandi “imprenditori” che hanno fatto la sofferta scelta di impiegare il loro prezioso tempo per il bene del Paese che amano… Auguro il buon lavoro al Presidente Renzi, sognatore che parla di concretezze non di fregnacce assurde, mi viene da ringraziare quelle tante persone come il Maestro Manzi e… auguri Italia

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