EUROPA UNITA E VENTI DA GUERRA FREDDA (di Adolfo Leoni)

Gli abitanti della Crimea hanno detto sì al referendum. Vogliono che la loro penisola torni alla Russia così com’era sessant’anni fa.

Lo zar del Cremlino ha sorriso compiaciuto. Putin sta rilanciando la Russia e la sua Federazione dopo il crollo dell’URSS e le cadute e malversazioni successive.

La Crimea è importante per Mosca che ha sempre cercato sbocchi sul mare. C’è poi la questione dei gasdotti e dei loro tracciati.

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L’Europa occidentale e gli Stati Uniti hanno fatto la voce grossa. In altri casi, con vicende al contrario, vedi Serbia e Kosovo, hanno bombardato. Al momento di stringere, le sanzioni però sono state talmente inconsistenti (congelamento di beni nei confronti di alcuni esponenti imprenditoriali e politici russi neppure di primo piano), da far dire stamattina agli specialisti di geopolitica che l’Occidente ha già accettato di fatto la scelta della Crimea e ha approvato sanzioni cosmetiche da atto dovuto.

Qualcun altro ha commentato: «L’Unione europea ha messo incinta l’Ucraina, poi non l’ha sposata». Nel senso che è stato strizzato l’occhio alle rivoluzioni, poi nessun aiuto concreto è arrivato da quelle parti.

Resta il fatto che la Russia si sta rilanciando. Sta riprendendo un nuovo ruolo nell’Eurasia.

«Quando c’era il comunismo e il soviet, ha detto recentemente Alexey Komov del World Congress of Families, eravamo ad un passo dal suicidio umano e demografico. Oggi Putin asseconda solo la rinascita del nostro popolo».

Poi, ha aggiunto: “E pazienza se voi non lo capite”. Cioè: noi occidentali non capiamo che cosa effettivamente stia accadendo in Russia.

Capire quel che accade è dunque la prima urgenza. La seconda è, stante i venti da nuova guerra fredda, quella di concepire un’Europa dall’Atlantico agli Urali, dove anche la Russia faccia la sua parte. Ci vorranno degli statisti per procedere su questa strada ovviamente ostacolata dagli americani.

Il futuro è ancora tutto da inventare.

Resta una frase di un grande europeista, don Francesco Ricci, purtroppo mai raccontato abbastanza.

Scriveva vent’anni fa: «Dal punto di vista geografico, l’Europa è semplicemente il prolungamento nord occidentale dell’Asia. Possiede minor unità fisica dell’India, Cina o Siberia. Antropologicamente è un miscuglio di razze. Se esiste l’Europa, non accade per vie naturali, ma per decisione dell’uomo».

Uomini che scelgono.

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