IL CRIMINE E’ TRA NOI (di Adolfo Leoni)

Per poco non ci scappava il morto. Colpi di pistola, inseguimenti, inversioni di marcia, sirene spiegate. Una notte da tregenda.

E non siamo in un film di mafia americano-sicula.

Siamo nelle Marche, lungo l’Adriatica, tra Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche.

E’ accaduto ieri. Un romeno, che aveva minacciato di sfregiare con l’acido alcune prostitute, è stato assalito da un albanese protettore delle ragazze.

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Un giorno prima, un gruppo di lucciole era stato malmenato da uomini incappucciati.

Il giorno ancora precedente, un romeno era stato accoltellato a Casabianca di Fermo.

Qualche settimana prima un tunisino era stato gettato dalla finestra di un appartamento di Porto Sant’Elpidio dopo che una banda criminale era entrata in casa armata di spade.

Qualche mese prima, due clan di etnie diverse si erano affrontati con mazze e bastoni.

A questo punto siamo oltre l’emergenza. La criminalità ha messo solide basi lungo la costa fermano-civitanovese.

Inutile nascondersi dietro a un dito. E’ bene parlar chiaro. Qui la gente onesta non esce più di casa.

Il mercato del sesso ha portato con sé i negrieri di carne umana specie dall’Est ma anche dall’Africa. La droga è venuta successivamente.

E’ come un cerchio concentrico che si è allargato gradualmente.

Bande di delinquenti si stanno affrontando per il controllo dei luoghi e dei diversi traffici. Siamo in piena balcanizzazione del crimine. Romeni, albanesi, tunisini, marocchini, italiani.

Ognuno vuole la sua parte. Ognuno tenta di ridurre ed annientare il potere dell’altro. La virulenza dei metodi sta crescendo. E siamo solo agli inizi.

Nel 1989, quando la prostituzione iniziava ad ingrossarsi a Porto Sant’Elpidio, dalla magistratura inquirente arrivavano alzate di spalle. Come se il fenomeno fosse solo di mal costume.

Oggi speriamo nel nuovo procuratore Domenica Seccia, che di malavita, di mafie, di traffici loschi se ne intende e li ha combattuti.

Lo abbiamo salutato mesi fa, dal teatro di Porto San Giorgio, con un avverbio: Finalmente!

Il capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo è uno che non si fa intimorire, un altro mastino.

Ora occorre che anche la magistratura giudicante venga messa nelle condizioni di operare celermente e duramente. Questo significa leggi puntuali, organizzazione efficiente, collaborazione tra le diverse polizie e istituzioni.

Non stiamo esagerando: il bubbone è grosso e la peste è dilagata.

Senza interventi decisi, siamo destinati a soccombere ad una delinquenza sempre più prepotente e marcata.

Ultima notazione: i clienti delle prostitute.

A questo punto, non sono viziosi, sono complici degli schiavisti e dei racket.

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