CONSORTERIE POLITICHE. LA TRAGEDIA ITALIANA (di Adolfo Leoni)

Ieri, nelle Marche, in un convegno sul turismo, qualcuno ha segnalato tra i punti di debolezza del nostro territorio, il tappo burocratico e l’esistenza di consorterie politiche. Che, detta in parole spicce, significa: prende i lavori chi è ammanicato e non chi è più bravo perché ha fatto la proposta più intelligente. Dal turismo agli altri settori.

Ammanicato però che significa?

Significa colui che è entrato e si mantiene nelle grazie del decisore politico perché utile alla strategia di potere quest’ultimo. Utile nel senso di – non voglio dire procacciatore di denari – ma procuratore di consenso sì, di voti necessari per la rielezione, e quindi per il comando, e dunque per la gestione della cosa pubblica.

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Il decadimento della politica sta qua: non si bada più al pubblico bene, non si ottiene più il consenso per quanto di buono è stato realizzato. Bensì per l’immagine di sé che è stata creata nell’opinione pubblica e, soprattutto, per le elargizioni e le commesse distribuite ai “capi consenso”.

Ma se questo è stato l’andazzo, e per certi versi ancora lo è, una parte di responsabilità è in capo a noi cittadini.

Abbiamo creduto che fosse la politica e quindi i politici a disegnare il nostro presente e il nostro futuro.

Il grande scrittore Milosz denunciava così l’imperativo del potere: pensino gli uomini a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle, chi si occuperà della res pubblica avrà la mano mozzata.

Nel senso che la gestione è solo cosa loro. Cioè delle burocrazie e delle consorterie politiche. Ideologia del potere. Libidine dello stesso.

Denunciando il sistema centralista e totalitario del comunismo nel suo Paese, Vaclav Havel, colui che diventerà il primo presidente della libera repubblica di Cecoslovacchia, scriveva che il problema della vita socio-politica era il dominio della menzogna ideologica e che la vera risposta non sarebbe stata una rivoluzione violenta, né una semplice riforma politica o il mero superamento del totalitarismo, bensì una vita personale e sociale giocata nella ricerca della verità.

Oggi l’ideologia di un tempo è crollata. Resta però lo strascico affaristico.

Oggi, in Italia, siamo immersi in un’accelerata rivoluzione istituzionale. Per certi versi doverosa. Tagli e trasformazioni.

Ma non sarà certo la nuova architettura istituzionale a cambiare le cose se non cambierà l’atteggiamento e il cuore di chi ci governa e di chi è governato.

 

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One thought on “CONSORTERIE POLITICHE. LA TRAGEDIA ITALIANA (di Adolfo Leoni)

  1. perfettamente condivisibile, tanto più che i politici penso siano non solo in malafede, facendo lavorare gli ammanicati, ma anche ignoranti, in quanto confondono il marketing territoriale con la comunicazione del prodotto-territorio. Il convegno o meglio tutte le varie corbellerie che propongono non sono marketing ma semplice comunicazione. La quale ha i suoi limiti senza un approccio di marketing. cfr http://www.pandemiapolitica.com

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