TURISMO. La neutra APP e la persona in carne ed ossa (di Adolfo Leoni)

APP: parola misteriosa e magica.

C’è l’hai l’APP? Ti funziona l’APP? Hai scaricato la nuova APP?

E’ un interrogarsi continuo. Non più sul senso della vita ma sulla più moderna applicazione.

Eh sì! perché APP è solo il diminutivo esoterico di Applicazione.

Pronunci il troncamento della parola e stai bene.

Tocchi lo schermo con un dito e ti senti al settimo cielo.

Sei contemporaneo, anzi: sei futurista perché rincorri la prossima APP.

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Ne parlo perché ultimamente è divenuto il mantra, non tanto degli informatici, ma degli assessori al turismo.

Metti l’APP e il borgo più nascosto ti si svela quasi come donna compiacente.

Non c’è più angolo, piazzetta, chiesa, tempio, biblioteca, museo che possa sfuggire al turista, al visitatore, al curioso, al residente che ignorava.

Il primo comune delle Marche Sud ad usarla è stato Montedinove.

Me ne parlò il sindaco appoggiati alla balaustra della piazza alta, che si slancia sull’infinito degli Appennini. Paesaggio da poeti.

Vidi il cellulare animarsi e una voce distante e neutra, che raccontava il territorio.

Un po’ come un ton ton più seducente.

Poi è stata la volta di Monterubbiano.

Vincenzo Pagani, Chiesa del Crocefisso, Armata di Pentecoste, Complesso dei Francescani…

Poi è arrivata Amandola e il pretendente al trono di primo cittadino. Anche qui la magia dei monti Azzurri, il Beato Antonio, il museo etnologico sono elencati puntualmente da voce impersonale. A quando l’ufo robot del turismo culturale?

Nella APP c’è tutto.

Eppure qualcosa manca.

Manca un incontro, una novità, un avvenimento.

Manca un imprevisto.

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Quello di cui parlava Eugenio Montale nella sua grandissima poesia “Prima del Viaggio”.

Scriveva: «Prima del viaggio si prepara accuratamente ogni cosa. si scrutano gli orari,le coincidenze, le soste, le pernottazioni, e le prenotazioni (di camere con bagno o doccia, a un letto o due o addirittura un flat); si consultano le guide Hachette e quelle dei musei, si scambiano valute, si dividono franchi da escudos, rubli da copechi; prima del viaggio si informa qualche amico o parente, si controllano valigie e passaporti, si completa il corredo, si acquista un supplemento di lamette da barba, eventualmente si dà un’occhiata al testamento, pura scaramanzia perché i disastri aerei in percentuale sono nulla; prima del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che il saggio non si muova e che il piacere di ritornare costi uno sproposito. E poi si parte e tutto è OK e tutto è per il meglio e inutile. E ora che ne sarà del mio viaggio? Troppo accuratamente l’ho studiato senza saperne nulla. Un imprevisto è la sola speranza.Ma mi dicono che è una stoltezza dirselo”.

Un imprevisto è la sola speranza… E forse la sola speranza è che l’APP si blocchi e si incontri una persona. In carne ed ossa.

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2 thoughts on “TURISMO. La neutra APP e la persona in carne ed ossa (di Adolfo Leoni)

  1. I tempi cambiano. Oggi prima del viaggio controlliamo di aver messo in valigia il caricabatterie. Indispensabile per scaricare la prossima APP…

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