IL DEGRADO DELLA TERRA E’ IL DEGRADO DELL’UOMO (di Adolfo Leoni)

I danni ci sono stati. La pioggia è stata inclemente e le colline, troppo impregnate d’acqua, hanno rilasciato fango a non finire.

Un ponte è andato giù a Sant’Elpidio a mare, un pezzo di strada è crollato a Fermo.

Case invase dalla fanghiglia a Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio.

Calamità. Sicuramente. Eccesso d’acqua. Anche.

Ma anche responsabilità dell’uomo.

Immagine

La prima riguarda l’abbandono del territorio e la sua forsennata cementificazione.

La seconda riguarda il mito del risparmio a tutti i costi. Che porta le amministrazioni pubbliche ad aggiudicare lavori per realizzazioni di strade e asfalti ad aziende cui si chiede un impossibile ribasso.

E questo impossibile ribasso comporta la realizzazione di lavori approssimativi.

La terza responsabilità è di chi realizza e controlla i lavori.

Ieri su facebook ci chiedevamo se si conosca ancora la differenza tra concavo e convesso.

C’è parso che le strade interne, un tempo realizzate con il sistema del dorso d’asino (convesso), oggi si facciamo quasi concave.

Abbiamo costatato che anche quelle lievemente in salita trattengono acqua al centro.

Segno di un incavamento laddove dovrebbe esserci invece il culmine del dorso.

Ma la cosa più incomprensibile è che, per non aver monitorato e per non essere intervenuti in tempo, ora, con le somme urgenze, spenderemo cinque volte di più di quanto avremmo speso prevenendo.

Quante cooperative di giovani sarebbero potute essere finanziate per un lavoro di rimboschimento, di pulizia di fossi, di verifica dello stato dei fiumi?

Quanti giovani rimarrebbero in campagna se avessero la possibilità di un guadagno anche dalla manutenzione di aree fluviali o collinari?

Un’assennata opera di prevenzione del territorio non è una spesa in più.

E’ invece la risposta alla disoccupazione dilagante e una difesa della Terra e della salvaguardia di chi la abita.

Invece: niente.

Fanno un po’ arrabbiare e un po’ ridere i nostri amministratori che, coturnati di gomma, si fanno fotografare mentre accertano i disastri.

Ma prima a cosa pensavano?

Un giovane marchigiano, per lavoro fuori dalle Marche, ha scritto: “Un giorno senza connessione e trovo le mie Marche devastate, non dalla furia della natura, ma dalla pochezza dell’uomo, che, dimentico del proprio retaggio, coltiva ed edifica solo guardando il soldo”.

Già.

 

 

 

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2 thoughts on “IL DEGRADO DELLA TERRA E’ IL DEGRADO DELL’UOMO (di Adolfo Leoni)

  1. Grazie per queste sue considerazioni critiche. Il mondo ne ha urgente bisogno. Il degrado del territorio è del resto espressione di un degrado ben più ampio : civile, morale, psicologico, e soprattutto spirituale, che ormai da molto tempo sembra connotare di sè il mondo, la società e l’anima dell’uomo, tutti trasfigurati mostruosamente da una devastante Modernità.
    Ne parlarono già molto tempo fa molti pensatori e poeti (tra i quali I TS Eliot di The waste Land) ma sembra che ancora non riusciamo a renderci conto di ciò che abbiamo fatto e che continuiamo a fare con spirito distruttore sempre più ampio e profondo. Saluti, Vincenzo Nuzzo (http://cieloeterra.wordpress.com)

  2. L’ho sentita oggi e mi sembra calzi a modello: Si guasta il cancello d’ingresso in Vaticano, per la riparazione giungono tre offerte, una dalla Germania per complessivi 900 Euro, una dalla Polonia per 90 Euro e una dall’Italia per 690 Euro. Il cardinale economo chiede a ciascuno di motivare la propria proposta e così il tedesco dichiara: 300 per la trasferta di arrivo, 300 per il lavoro e 300 per il rientro. Il polacco spiega: 30 per il viaggio d’andata 30 per il lavoro e 30 per il ritorno. L’italiano ammicca al Cardinale e gli sussurra: 300 per lei, 300 per noi e 90 per i polacchi. Forse per questo che ci viene “tutto” giù.

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