LA STORIA DI FERMO ATTRAVERSO LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DEL PIANTO (di Adolfo Leoni)

Sotto i Portici di San Rocco di Fermo è stata allestita una mostra.

Ha un titolo molto esplicativo: “Culto Storia Iconografia. Madonna del Pianto di Fermo”.

Chi, sabato scorso è stato presente all’inaugurazione, e chi, nei prossimi giorni sino all’otto giugno andrà a visitarla, non si imbatterà in un evento strettamente “religioso”, che ha a che fare con preti e monache.

Vedrà, invece, passare dinanzi ai propri occhi un pezzo di storia civile, politica, economica, sanitaria della comunità cittadina di Fermo e del territorio, legata al culto della Madonna dalle Sette spade.

A partire da un “santino” con la scritta in polacco.

ImmagineIl generale Anders

Porta la data del 1944 e la firma ideale di tutti i soldati del Secondo Corpo d’Armata Polacco in Italia del generale Władysław Anders.

E’ un ringraziamento alla Madonna del Pianto di Fermo che i polacchi ricollegarono alla loro Vergine nera, la Madonna di Czestochowa, cui era legatissimo, tra gli altri, il Santo pontefice Giovanni Paolo II. Una sorta di gemellaggio del cuore. Nella mente dei militari di Anders, il simulacro fermano richiamava alla memoria l’altra Madonna, quella lasciata nella Patria lontana, una patria desiderata anche perché doppiamente oppressa.

Del voto che la comunità fermana fece alla Madonna del Pianto in occasione del passaggio del fronte bellico, più volte s’è parlato.

Fermo e il fermano non ebbero grandi lutti come invece avvenne altrove.

Due secoli prima era accaduto altrettanto. Ce lo “racconta” un medaglione che, tra l’altro, costituisce anche l’immagine della copertina del Catalogo. Un medaglione ritrovato tra le centinaia di ex voto, ripulito, sistemato e “narrante”.

La Madonna è sospesa sul cielo di Fermo: sopra il Duomo, sopra il colle, sopra le torri, sopra l’incasato circondato da possenti mura. Ha la destra quasi benedicente e il petto trafitto.

Così lo descrivono Giovanni Ciarrocchi e Franco Catini, curatori della mostra e intrepidi componenti l’Associazione culturale “Amici dell’arte e del collezionismo di Fermo”: «… ex voto offerto alla Madonna del Pianto dai cittadini fermani per lo scampato pericolo dalle cruenti battaglie, nel territorio piceno, tra gli Insorgenti comandati dal generale Giuseppe Lahoz e le invadenti truppe francesi… anno 1799».

Una pagina di storia ignorata e dimenticata, che vide invece la città di Fermo protagonista di un primo accenno di Risorgimento nazionale.

Dalla storia politica a quella economica.

Le diverse “matrici” contrapposte in ardesia con incise a mano le parti cave da realizzare con il procedimento della “cera persa” indicano invece una fiorente attività artigiana legata ai pellegrinaggi verso il santuario del Pianto o verso la Chiesa cattedrale. Anche la cartoline ricordo del Giubileo del 1901 esplicitano una conseguenza che oggi chiameremmo di risposta alla domanda di turismo religioso. Così come tutta una editoria locale rispondeva alle esigenze di libretti di preghiere e di stampe votive.

Per ultimo, ma non ultimo, il “fatto sanitario”. Sono tanti i casi personali inspiegabili: malattie superate, anche gravi, anche mortali, come Isabella Bianchini racconta ancora oggi della signora Enrica che, salvata da morte certa, ha continuato sino a tarda età a compiere, spesso da sola, il pellegrinaggio da Capodarco a Fermo in occasione del Settenario della Madonna del Pianto.

Una fede fortemente radicata nella quotidianità e nei suoi diversi aspetti.

 

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