LA #RIVOLUZIONE DI CUI NON SI PARLA. #INSIEME PER PRESERVARE IL NOSTRO #PATRIMONIO

Una rivoluzione di cui non si parla. Piccola piccola, per niente violenta, molto silenziosa. Piuttosto efficace. Concretissima. Che non attende ma dà. In atto in questi tempi.

Ne raccontiamo due esempi.

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Domenica prossima, #Rocca Montevarmine, di proprietà del Comune di #Fermo, ma ricadente nel territorio di #Carassai, ospiterà la terza edizione di #Lavandaso – Festa della lavanda della #Valdaso. Ne sentiamo già il profumo.

Nel programma c’è di tutto: dal mercatino della lavanda a quello di altri prodotti naturali, dai convegni sulla #Dieta mediterranea e le erbe alle mostre d’arte e della tessitura, dall’esposizione di chitarre agli incontri dell’#Archeoclub, dagli sbandieratori fermani di Contrada Pila alla presentazione di libri, sino ai Cammini dalla chiesa di San Angelo in Piano alla Rocca medievale. Un evento con tanti eventi dentro, dunque. Ma non è questa la rivoluzione di cui si parla. La rivoluzione è quella che fa da contesto, da cornice, da sfondo e da base.

#Roberto Ferretti è psicologo di professione. La passione per la terra che lo ospita da decenni lo ha portato a girare l’Europa con “Le Marche in valigia”, è presidente di #Agritur-Aso e dell’Associazione Tutela e Valorizzazione della  Valdaso. Ferretti ha un talento: è capace di aggregare realtà diverse, metterle insieme, motivarle, fornire uno scopo. E’ lui l’anima di Lavandaso.

Ma neppure questa, alla fine, sarebbe una rivoluzione. La rivoluzione viene quando Roberto, chiamati tutti a raccolta, li invita a tirarsi su le maniche, a sentirsi parti di un tutto e a lavorare insieme per ripulire uno spazio comune.

E’ piccola, come dicevamo, la rivoluzione, ma immensa come cambiamento di mentalità. Ha scritto oggi Ferretti: «Le previsioni ci dicono che domenica 22 sarà bel tempo. Regaliamoci una bella festa preparando il nostro “Salotto buono” per accogliere, speriamo, tanta bella gente. In particolare, non permettiamo che il nostro patrimonio culturale, fonte della nostra identità territoriale, vada in malora, vittima del più deleterio atteggiamento accidioso. Dimostriamo di essere quelli del “NO”, quelli che dicono NO allo stato di abbandono dei nostri splendidi monumenti come, appunto, la Rocca Montevarmine». E da qui l’invito «a preparare come si conviene la nostra bella Rocca, liberandola dalle erbacce, dalle ragnatele, dalla polvere e dai rifiuti mai rimossi».  L’appuntamento è stato fissato per domani, venerdì 21 giugno, a partire dalla mattina. Insieme, associazioni diverse, gente diversa, con un unico scopo: preservare e valorizzare.

L’altro esempio riguarda un’antica chiesa. E’ quella di #San Liberato in territorio di Montegiorgio, ma di proprietà della parrocchia di Monte Vidon Corrado. Sorge su un colle stupendo che domina la Terra di Marca per 360°. Luogo amato dal pittore #Osvaldo Licini, già tempio pagano nell’antichità, era l’area in cui sino a 60-70 anni fa vi si svolgeva una fiera di cavalli tra le più importanti delle Marche. Vi arrivavano acquirenti e venditori dal centro Italia. Qui si accampavano con le loro bestie.

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Nella chiesa oggi non si celebra più messa, la fiera non esiste più, e i rovi hanno preso il sopravvento. Domani sera (venerdì 20 giugno) un gruppo di amici vi andrà, con un breve cammino nella notte, ad ascoltare poesie e musica. Un modo per riaccendervi idealmente i riflettori. Per sentire ancora vivo quel luogo, vivo e palpitante.

Nei giorni scorsi, alcuni dell’Associazione #Antichi Sentieri-Nuovi Cammini (Io ed Emanuele Luciani) hanno chiesto al parroco il permesso di pulire lo spazio antistante. Armati di falcetti e di decespugliatore hanno tolto erbacce e rampicanti. In modo totalmente spontaneo e gratuito. Un modo per sottolineare che il patrimonio lasciatoci dai “giganti” del passato non venga abbandonato e ridotto a macerie. Un modo per dare senza chiedere nulla. Una rivoluzione mentale.

E due.

 

Adolfo Leoni

 

 

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