DA DON BOSCO AL PROF. KEATING DEL “CAPITANO, MIO CAPITANO”. LE ICONE DEL NUOVO POLO SCOLASTICO  

Una scelta coraggiosa. E una sfida al presente e al futuro.

A Fermo è nato un Polo scolastico paritario. E’ il “Don Bosco”, con sede in una zona strategica: a Salvano di Fermo, in pianura, a due passi dal mare, in un’area verde e attrezzata, dove i parcheggi non mancano, e in una serie di locali di recentissima costruzione, luminosi, che già di per sé esprimono accoglienza e bellezza.

Una scuola media, un liceo delle scienze umane con due opzioni: quella Economico-sociale e quella Socio-sanitaria, e un liceo scientifico. Apertura il 15 settembre prossimo, come ogni altro istituto.

A don Bosco si è ispirata la dottoressa Simona Agostini che ha redatto e presentato il progetto al Ministero dell’Istruzione.

Nella seconda metà dell’Ottocento, il santo torinese raccoglieva giovani per le strade, li toglieva dai pericoli, dava loro educazione e istruzione.

Oggi i tempi sono cambiati. Ma i giovani hanno ugualmente – e forse più – necessità di educazione e istruzione. Allo stesso modo le famiglie hanno necessità di trovare sponde scolastiche sicure e approdi certi.

Accanto a don Bosco, un’altra icona da richiamare sarebbe il prof. John Keating, l’indimenticabile insegnante impersonato da Robin Williams ne L’Attimo fuggente, “Capitano, mio capitano”!

Il nuovo Polo scolastico ha un ideale pedagogico da cui muove e a cui tendere, è un “fecondo ardire”, come lo ha definito in conferenza stampa, mercoledì scorso, il prof. Cesare Catà.

KEA

Un ardire per una novità che sfida tanta e stanca scuola statale e tanta scuola privata rivelatasi come diplomificio.

Il “Don Bosco” è, e vuole essere, altro. Una terza via, dove il rigore si mescola alla passione, dove i curricula dei giovani insegnanti si integrano nel concetto di Bellezza. Dove il merito va scovato e premiato.

Polo “Paritario”, ha esordito la coordinatrice didattica, professoressa Maria Diana Fioretti, perché pari alle scuole statali, perché risorsa per lo Stato che nulla di economico impegna, e con un metodo all’avanguardia.

Un metodo che cuce insieme il modello scolastico anglosassone e la migliore visione educativa italiana.

DON B

Nelle aule si entrerà alle 7:30, ci si potrà fermare a mensa, e le si potrà lasciare alle 15:30, oppure si potrà restare a scuola per seguire corsi extra-curriculari di musica, danza, certificazioni linguistiche e informatiche, giardinaggio, cinematografia e avanti così per cinque giorni. Prevista la settimana corta, ma non la chiusura della scuola che resterà aperta, con iniziative varie, anche di sabato e domenica. Avviati già contatti con il mondo del lavoro e pensata anche la settimana bianca insieme alle famiglie. Perché la triade, come ha rimarcato la Fioretti, resta sempre: studente-famiglia-scuola.

Quasi un college, insomma, dove gli studenti, oltre ai libri, possederanno ognuno un tablet, e dove le aule sono dotate di schermi da 50 pollici che riporteranno in video le lezioni approntate dagli insegnanti. Anche questa una novità da non sottovalutare.

Nessuno rimarrà indietro, ha assicurato la professoressa Fioretti. Non ci saranno classi pollaio e il rapporto sarà invece ad personam. Così che ne potranno usufruire anche studenti-lavoratori oppure studenti impegnati in discipline sportive agonistiche. Attenzione particolare verrà riservata inoltre a quanti accusano problemi di dislessia e disgrafia.

Scuola 2.0 l’ha ribattezzata la vice preside Francesca Cardarelli, architetto, e lanciatissima sulle novità della rete.

Sul concetto di educazione, del trarre i talenti da ogni ragazzo portandoli a maturazione, si è soffermata la professoressa Annalisa Cutrona, avvocato.

Nutrita la classe docente formata in prevalenza da insegnanti giovani. Abbiamo stimato, ad occhio, una media sui 32-33 anni.

Un gruppo che appare coeso e volenteroso di sperimentare novità.

C’è chi l’ha definito un gruppo di “patrioti”. Persone che, nonostante la crisi economica e la mancanza di lavoro, e proprio per questo, hanno sentito l’urgenza di costruire qualcosa di completamente nuovo, e che nel fermano mancava del tutto.

Useranno il Polo come trampolino di lancio? Non è detto, se le premesse verranno mantenute e l’obiettivo verrà raggiunto.

Intanto, le iscrizioni resteranno aperte sino a marzo prossimo.

Le rette, unica fonte di sostentamento, sono state contenute al massimo: 800 euro l’anno per la scuola media, con possibilità di pagamento rateale, e una forbice dai 1.000 ai 3.800 euro l’anno per le scuole superiori. Con possibilità di convenzioni particolari.

La mensa e il bar interno saranno gestiti da due piccole imprese locali. Un altro modo di far lavorare il territorio.

“Liberi di scegliere” è il motto che campeggia nelle colorate brochures promozionali.

Una bella avventura, non c’è che dire. E uno scossone alla mentalità comune.

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