L’IMMORTALE FASCINO DI DANTE

18:30-19:30: un’ora densa in un pomeriggio finalmente freddo. Per parlare di Paradiso. Non in chiesa, o attraverso i teologi. Ma in libreria, e con Dante Alighieri.
E’ iniziato ieri a Fermo, alla UBIK, la nuova serie di incontri sulla Commedia dantesca organizzati dall’Associazione “Antichi Sentieri-Nuovi Cammini” sezione “Dante Par Coeur”.
Protagonista: il dr Giovanni Zamponi non nuovo a questi eventi.
Una sala stipata di “allievi” di tutte le età, alcuni muniti di tablet o blocchetto per appunti. Estrema puntualità ed attenzione.
Come mai?

I classici, è stato rimarcato all’inizio, sono tali perché scomodano le coscienze, le interrogano, costringono alla riflessione, permangono. In un mondo che più non pensa e riflette.
Il “Paradiso”, così come l’intera opera dantesca, è un’avventura che riguarda la vita di ognuno.
Dante non è il medievale polveroso imparato a scuola in modo stracco quasi servisse a nulla. Ma un uomo contemporaneo, più moderno dei moderni, che pone le domande cruciali.
La Commedia contiene l’infinito desiderio dell’uomo – ha esordito Zamponi – di legarsi all’Infinito. Una ricerca, un’avventura, come avventuroso era l’Alighieri: uomo di cultura, uomo di politica, uomo costretto all’esilio e senza una biblioteca personale.
Nel Paradiso, protagonista è la Luce. Quella assente nell’Inferno, quella presente nel Purgatorio, quella che diventa l’essenza nell’ultima Cantica.
Dante non scrisse per dare brividi “di piacere agli eruditi”, come commentava Davide Rondoni, “o per mettere in mostra le proprie virtù”. Dante fu mosso “da una forte passione per la sua e nostra vita”. Immerso com’era nella quotidianità, ogni circostanza lo interpellava.
La nostra vita, dunque, riemerge e si confronta dinanzi ai canti danteschi. Parole come immagini. Immane poesia.
Allora è spiegabile le tante presenze di ieri. Disabituati all’ascolto, torna il desiderio dell’ascolto e del cogliere le profondità di parole e suoni.
Zamponi recita a memoria, canto su canto, introduce e spiega. Fa fare esperienza, che significa confronto; penetra il segno e il suo significato.
Romani Guardini diceva: “lo scopo del viaggio dantesco, come si capisce bene al suo termine, è di comprendere cosa significa l’esistenza umana e il suo destino all’interno del reale, che cosa sia la libertà entro il creato…”.
Ecco, l’apprezzamento e la riscoperta.
Gli incontri continueranno ogni mercoledì alla stessa ora. Non per dotti o per potenti. Ma per tutti gli amanti dell’esistenza di cui vogliono cogliere il succo.

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One thought on “L’IMMORTALE FASCINO DI DANTE

  1. Oltre che dell’ascolto anche della lettura. Ad una dimostrazione culinaria uno chef di alta cucina disse: “non siamo più abituati ad assaporare quello che mangiamo. Dovremmo ricominciare a gustare, ad aspettare qualche secondo prima di mandar giù”. Credo valga anche nell’ascolto e nella lettura: soffermarsi su un suono, su un verso o su una parola che si legge per capire il messaggio che trasmettono.

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