STRAGE DI PARIGI. CI INTERESSA ANCORA LA LIBERTA’?  

Qualche anno prima di diventare papa, il cardinale Joseph Ratzinger incontrò un gruppo di universitari. Disse loro con tono accorato che la libertà e la conseguente democrazia sono beni non acquisiti una volta per tutte, non automaticamente per sempre.

Sono beni invece che vanno difesi e soprattutto accresciuti giorno dopo giorno. Specie nella consapevolezza delle persone.

Gli estremisti uccidono un poliziotto già ferito e a terra.

Gli estremisti uccidono un poliziotto già ferito e a terra.

Ieri, la mattanza di Parigi. 12 persone, tra cui otto giornalisti del settimanale satirico #Charlie #Hebdo, sono stati massacrati da due estremisti islamici al grido di “Allah è grande”. Il terzo estremista ha filmato l’operazione militare. Oriana Fallaci aveva visto giusto.

Ieri sera uno speciale su #La7 ha approfondito il fatto cercando di ricavarne conseguenze per Italia, Francia, Europa in genere.

In studio con Enrico Mentana, commentatori del calibro di Aldo Cazzullo e Lucia Annunziata, parlamentari ed esperti di terrorismo, in collegamento anche il segretario della Lega Nord Salvini.

I termini più usati sono stati terrorismo e guerra.

La Annunziata lo ha detto chiaramente: non si è trattato di un’operazione terroristica, ma di una vero e proprio atto di guerra.

JE SUIS

Dibattito interessante, cui mancava però un tassello. Quello che ci riguarda. Che riguarda il nostro sentire al di là del primo e indignato sgomento.

Questa mattina su Il sussidiario.net lo scrittore e giornalista Luca Doninelli affronta l’argomento da un punto di vista diverso.

Solleva il problema della libertà e della possibilità che le nostre stracche popolazioni europee barattino la libertà e la democrazia per un vivacchiare in relativa tranquillità. In pratica, potremmo accettare una graduale compressione della libertà a favore della garanzia di un vivacchiare senza troppi problemi.

Doninelli prende spunto da un romanzo uscito proprio ieri in Francia in contemporanea con l’eccidio parigino.

Si tratta di Soumission, Sottomissione. Ne è autore Michel Houellebecq.

STATUA

Il volume sarà in Italia, tradotto, tra dieci giorni. La sua tesi è che il Paese d’Oltralpe tra qualche anno sarà governato da un partito islamico. L’attrattiva di una simile eventualità, chiosa Doninelli, sta nel fatto che essa libererebbe per sempre i francesi dal fastidio della libertà.

Il protagonista è un «apolitico, stanco di tutto, desideroso solo di un modesto godimento. Se il nuovo uomo francese ed europeo è questo, allora siamo pronti per il cambio della guardia descritto da Houellebecq».

Piccolo godimento contro libertà. Vivacchiare senza troppi problemi contro democrazia. Riduzione delle nostre attese e dei nostri sogni.

Esattamente il contrario dell’invito fatto dal cardinale tedesco. O da Voltaire.

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One thought on “STRAGE DI PARIGI. CI INTERESSA ANCORA LA LIBERTA’?  

  1. Difficile commentare senza cadere in luoghi comuni, senza usare parolacce, senza lasciarsi andare. Invece è proprio adesso il momento di “starci” tutti interi con freddezza tranquillità e competenza.
    Sono stravolto dalle immagini – trasmesse piu’ o meno integralmente – della uccisione dell’ agente di Polizia ferito e lungo in terra: niente di particolarmente spettacolare, di evidente, niente di simile a quello che vedi su un qualunque telefilm pomeridiano su ITALIA 1 (Non parliamo nemmeno di FOX CRIME o fregnacc…. o “espressioni artistiche” in prima e seconda serata sui canali tematici di SKY) solo un povero disgraziato che muore sul serio. Il fatto e’ duro, crudele ed incomprensibile come crudele ed incomprensibile è la realtà del male.
    Gia’ si commenta sulla freddezza e l’ addestramento militare dei due assassini, provetti “combattenti” di chi sa che guerra, anche se mi sorge piu’ di qualche dubbio sulla loro reale preparazione: quale normale ladro o rapinatore si porta dietro i documenti e li dimentica in auto? Mi viene in mente una scenetta di molti anni fa in televisione, con Gigi Proietti ladro scalcinato che litiga con il complice che ha dimenticato la carta di identita’ nell’ appartamento appena visitato.
    Se anche non avessero fatto quella scemata li avrebbero identificati al massimo in dodici ore, con tutte le tracce che avevano lasciato: ripresi da telecamere – telefonini e non so che altro. E questo sono le truppe d’ assalto del Califfo? Questi sono matti idioti ancora più pericolosi per la loro incapacità!
    Nello stesso tempo e’ purtroppo fin troppo vero e reale il rischio su commentato: una tranquilla e mediocre ipocrisia che ci permette di starcene tranquilli per conto nostro…. e chi se ne frega di chi comanda, io pago le tasse e guardo la televisione.
    “Morire per Danzica?” dopo settanta e passa anni quella domanda assume tremendi significati contemporanei… invadere la Libia? Andare in Siria?
    Senza farsi illusione di passate (e non troppo riuscite, tutto sommato) grandezze colonial- militariste occorre rendersi conto che a far finta di niente, a pensare che “Tanto so’ ca…. loro” significa che prima o dopo quei problemi che abbiamo tranquillamente ignorato ce li troviamo a casa.
    La liberta’ e’ una lotta, la pace è una conquista: settanta anni fa contro i Nazisti – poi il Comunismo – poi non sappiamo più nemmeno che; altro che sogni edonistico-irenistici con televisione 3D e super telefonino. E’ una lotta, ma semplicemente perchè la vita normale è una lotta ed un impegno, continuo ed incessante, non possiamo illuderci che i guai non esistano o che siamo tutti super eroi. Siamo normali esseri umani. Normali, piccoli uomini. Come quel povero disgraziato di poliziotto, come i “Mezzi Uomini” di Tolkien che debbono imparare prima di tutto a credere in sè stessi, unendosi ed aiutandosi, ed accettando di combattere gli Orchi e lo stesso Oscuro Signore. E non penso di certo alla reinterpretazione moderna che qualche bastardo contemporaneo ha voluto dare della “Terra di Mezzo”.

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