IL GASTRONOMIC CITIES IN AIUTO DELLA GRECIA. DA FERMO

La città di Bruxelles chiama quella di Fermo per portare un aiuto… alla Grecia. Una triangolazione. Considerata ottimale dall’Unione Europea.

Il Joint Research Center della Commissione Europea ha invitato nei giorni scorsi il prof. Alessio Cavicchi, docente di Economia turistica all’università di Macerata, a relazionare sul Gastronomic Cities, spedendolo in Grecia dinanzi ad un consesso di rappresentanti delle istituzioni pubbliche, operatori turistici e imprenditori agricoli. Il progetto Gastronomic cities è stato realizzato per la città di Fermo all’interno di uno più ampio che la collega a Burgos (Spagna), Alba Iulia (Romania), L’Hospitalet (Spagna), Korydallos (Grecia).

cavicchi

Il prof. Alessio Cavicchi, di Prato, docente all’Università di Macerata

Il lavoro che è scaturito nella città marchigiana ad opera, tra l’altro, di una nutrita schiera di laureandi guidati dal docente toscano, è stato ritenuto capace di offrire un modello di rilancio per alcune aree agricole greche. Il comitato del Joint Research Center lo ha studiato a fondo ritenendolo idoneo a risollevare una zona che potrebbe scommettere su agricoltura, gastronomia e turismo.

La Gastronomic cities fermana ha identificato come buona prassi e ha ulteriormente rimodellato l’esperienza sviluppata dalla città di Burgos sulla gastronomia come asse strategico per lo sviluppo del turismo tra gli obiettivi del territorio.

jrc

A Fermo, grazie al sapiente coinvolgimento di numerosi portatori di interesse: gli stakeholders, si è lavorato sulla qualità delle produzioni locali, innovazione e creatività, coinvolgimento attivo della cittadinanza, definizione e implementazione di un piano di marketing.

Il territorio è tornato a “vibrare”, se non proprio all’unisono, quanto meno con una attenzione maggiore e un rinnovato dialogo tra realtà economiche e sociali diverse: operatori turistici, ristoratori, albergatori, cuochi, associazioni culturali, piccoli e medi produttori agro-alimentari. Una rete trasversale di interessi ritrovatisi insieme per raggiungere obiettivi di marketing turistico specie nei confronti dei paesi scandinavi senza dimenticare turismo russo e cinese.

Questo porterà sicuramente ad una riscoperta di produzioni agricole tradizionali legate a piatti tipici, alla difesa strenua dell’ambiente, alla valorizzazione della vacanza in campagna, all’incrocio, e al suo racconto, tra bellezze artistiche/architettoniche e natura.

Un contributo è arrivato anche dal Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea nato a Montegiorgio da neppure un anno ma molto attivo nella riscoperta del “brand” Dieta in tutta la Regione Marche e nel centro Italia.

“Tipicità in the city”, l’evento collaterale al più conosciuto Festival dei prodotti tipici delle Marche, è ricollegabile al Gastronomic cities. Si svolgerà infatti il sette e l’otto marzo nel centro storico di Fermo, collegando bellezza dei luoghi (tra cui il Palazzo Romani Adami), qualità dei prodotti (esporranno una ventina di piccoli produttori), narrazione del territorio, musica e teatro.

Una cordata di Bellezza e di Bontà.

CRISTIADA. LA PERSECUZIONE SENZA FINE

Sarebbe stato diverso cinque mesi fa. Sarebbe stato come vedere Ben Hur oppure Spartacus. O qualche altra pellicola che proponesse un passato ormai passato. Per sempre.

Cristiada invece arriva al Multiplex Super8 di Fermo in un momento molto particolare. Quando i cattolici copti d’Egitto vengono sgozzati di fronte al Mediterraneo, recitando la preghiera del cuore: Signore Gesù Cristo. Una preghiera ripetuta all’infinito, fino all’affondo del coltello.

cristiada

Quando i cristiani caldei, specie donne e bambini, vengono massacrati nella piana di Siria che ancora conosce e difende l’aramaico, la lingua di Gesù.

Quando i luciferini combattenti di Boko Haram fanno strage degli abitanti cristiani della Nigeria del Nord.

Cristiada arriva in queste ore. Non è opera di archeologia cinematografica. E’ il racconto di una persecuzione mai terminata.

cristiada 2

Il film narra di un altro genocidio. Quasi del tutto scordato. Quello delle povere popolazioni cattoliche messicane fatte a pezzi dai federales del governo ateo del presidente Plutarco Elías Calles.

Siamo in Messico. Anno 1917. La Costituzione è stravolta. Preti e contadini vengono scannati, i loro corpi appesi ai pali del telegrafo. Come monito. Un tredicenne assiste alla mattanza di padre Christopher. José Luis Sanchez sceglie allora di unirsi ai ribelli: i Cristeros, guidati, incredibilmente, da un generale ateo, Enrique Gorostieta Velarde. Il ragazzo verrà arrestato e torturato, l’ufficiale sarà ucciso. Nel 1929 verrà ristabilita la libertà religiosa. Un affresco ne diede Graham Green nel libro Il Potere e la Gloria.

Non è un caso, allora, che in tempi di nuova persecuzione, venga proposto un film che scuote le coscienze. E non è un caso che alla proiezione di giovedì 5 marzo, alle ore 20:30, intervenga lo stesso arcivescovo di Fermo, mons. Luigi Conti. E non è, ancora, un caso che in queste settimane le famiglie italiane preghino con la preghiera tradizionale del rosario, perché si ponga fine alle nefandezze in corso in Siria, in Iraq, in Nigeria, in Libia. Una preghiera inerme contro la violenza belluina.

cristiada 3

L’orlo della tragedia globale è dinanzi a noi eppure continuiamo a danzare spensierati come sul Titanic che sta affondando.

Anche un film può aiutare a spalancare gli occhi.

Adolfo Leoni

IL MIO FUTURO NON E’ IL NULLA

“Il mio futuro è il nulla: voglio costruirlo distruggendo ogni cosa”.

Recitava grosso modo così una frase scritta sui metrò di #Parigi alcuni anni fa.

Il nulla. Da costruire.

NULLA

Una contraddizione in termini.

Se guardiamo quel che sta facendo l’#ISIS in #Siria e in #Libia, non vediamo più la contraddizione.

Anzi. Vediamo il compiersi di quel volere maligno e luciferino: l’annientamento di tutto.

Gli attacchi ai poverissimi villaggi #caldei, la distruzione di una delle più antiche chiese cristiane (così com’era accaduto ai templi buddisti e islamici in altre regioni del mondo), lo sgozzamento dei #copti d’#Egitto, danno la cifra di un turbine di violenza inaudita che cancella uomini e luoghi.

Ogni passato viene polverizzato: l’aramaico (la lingua di Gesù) sta scomparendo, i templi più belli vengono distrutti dalle fondamenta.

Ogni presente viene annullato annientando popoli interi.

Ogni futuro viene impedito violentando e seppellendo vivi i bambini.

Come si resiste?

Il problema non è politico o militare, anche se la politica deve scendere in campo e forse anche l’azione militare.

La risposta vera è però educativa. Una ripresa del positivo. E una ragione profonda per vivere.

COPTI

Un attimo prima di essere sgozzati, i copti in Libia avevano una luce negli occhi e una preghiera tra le labbra.

Sono morti lo stesso. E’ vero.

Ma hanno dimostrato di avere una fede maggiore, un qualcosa di molto superiore al nulla dei miliziani islamisti.

ACCORDO MARCA FERMANA – COMUNE DI PRAGA

Aria nuova in Marca Fermana. Il neo presidente Maurizio Marinozzi, già sindaco pirotecnico di Servigliano, è già in piena attività.

Nei giorni scorsi è partito per Praga. Una visita nella Repubblica Ceca in occasione di una Fiera importante ma, soprattutto, per firmare un documento significativo.

Venerdì 20 febbraio, alle ore 14, nell’antico edificio del Comune praghese, in uno studio severo quanto accogliente, Marinozzi ha apposto la sua firma su una pergamena accanto a quella del sindaco della città Jan Cizinsky.

sindaco

Si tratta di un protocollo d’intesa, di un accordo che vede le due istituzioni impegnarsi per sviluppare reciproci rapporti economici basati sul turismo. Marca Fermana e il comune di Praga svilupperanno campagne di promozione, ognuno nei rispettivi ambiti, al fine di incrementare il turismo nel Fermano e nell’area della capitale Ceca. Storia, bellezze naturalistiche, artistiche e architettoniche, bontà gastronomiche, borghi, luoghi d’ospitalità, alberghi, ristoranti, villaggi turistici e campeggi saranno adeguatamente promozionati. Prima delle firme, Marinozzi ha ragalato al sindaco alcuni volumi del Fermano tra cui una guida illustrata. Cizinsky ha molto gradito il dono augurandosi di compiere una prossima visita nella Marca.

Il neo presidente di Marca Fermana ha sottolineato che, al di là di ogni trattato, i rapporto di amicizia e stima sono gli impegni più validi ed efficaci.

La piccola cerimonia è andata ben oltre ogni forma. Si è conclusa infatti con una vigorosa e amichevole stretta di mano, e un sorriso caloroso. Atteggiamenti che, è stato fatto notare, valgono molto più di tante parole scritte.

DAI BARBARI SBRONZI CHE DISTRUGGONO #ROMA ALLE SCONFITTE POLITICHE DI #FERMO

Chiamate l’#ONU, per difendere piazza di Spagna, per salvare la fontana della Barcaccia, per impedire di pisciare contro le vetrine dei negozi, per salvare le vecchie signore a passeggio!

Chiamate l’ONU, per salvaguardare la nostra civiltà e le sue vestigia!

Chiamatelo per la prossima volta, perché stavolta noi non ce l’abbiamo fatta.

Quello che è successo ieri a #Roma, in occasione della partita di calcio tra i locali e gli olandesi del #Feyenoord, è gravissimo.

Qualcosa di simile era accaduto già in precedenza: città sotto assedio dei violenti e rovine dei monumenti per mano di nichilisti dello sport e bestie senza cervello o con cervello altamente etilico.

Ma oggi, con la minaccia dell’#ISIS a 400 chilometri, con i bollettini via web degli estremisti islamici che ci avvertono: “arriveremo a Roma”, abbiamo fatto vedere quanto siamo imbelli, quanto siamo vulnerabili, quanto siamo bloccati dentro. Quasi una mortale accidia.

Le macerie di Sirte

Le macerie di Sirte

Le immagini passate in televisione, registrate da centinaia di telefonini e subito messe in rete, dicono tutte la stessa cosa: siamo incapaci di reagire. E non solo di reagire, ma anche di prevedere il prevedibile.

Alla luce di quanto accaduto nella Capitale, tornano alla mente le parole vuote del ministro degli interni. Qualche settimana fa, ai primi accenni delle conquiste ISIS di #Sirte in #Libia e del conseguente pericolo per l’Italia, l’on. #Alfano disse: stiamo monitorando il fenomeno, niente preoccupazione.

Invece, siamo preoccupati. E molto. Se non riusciamo a monitorare qualche centinaio di barbari sbronzi, come riusciremo ad anticipare le mosse, per bloccarle, di un esercito inquadrato e assetato di sangue?

Forse, l’editoriale di oggi dovevamo scriverlo sulla crisi politica a Fermo.

Le dedichiamo qualche riga conclusiva

Il sindaco Nella Brambatti se n’è andato, piegato dalle firme dei consiglieri dimessisi presso un notaio.

L'ormai ex sindaco di Fermo, Nella Brambatti

L’ormai ex sindaco di Fermo, Nella Brambatti

Due notazioni.

La prima: ormai la politica si fa fuori dalle sedi istituzionali (consiglio comunale).

La seconda: come si fa a cambiare la politica fermana se non si cambiano i suoi protagonisti? Quelli, cioè, che da oltre 20 anni, sono sempre gli stessi.

Il mondo è cambiato già tre volte. Loro no.

Ma è anche vero che se nessuno si fa avanti, i noti continueranno indisturbati i loro giochi. In mancanza di meglio.

SIAMO IN #GUERRA. E NON VOGLIAMO CAPIRLO

Sono alle porte di casa nostra.
Se ne stavano ieri su una montagnola della #Siria sono arrivati oggi dinanzi alle coste siciliane.
Un missile #scud potrebbe esplodere da un momento all’altro su#Lampedusa. Già accadde 30 anni fa.
L’#ISIS è a sud di #Roma.
Lo dicono loro stessi: i fanatici islamici, le belve dedite agli sgozzamenti di prigionieri, al rogo di piloti nemici e alla violenza sui bambini cristiani e yazidi.

is
Ce li abbiamo a 450 chilometri dai nostri confini. A #Sirte, al momento.
Eppure, ancora i cronisti e i politici italiani – Alfano in primis – parlano di terrorismo e di monitoraggi, senza vedere o – peggio – voler vedere, che di fronte abbiamo un esercito regolare, divise regolari, bandiere al vento, con l’obiettivo di conquistare la nostra Capitale, entrare in #SanPietro, ammazzare il papa, i crociati e poi tutti gli altri: i sodomiti, i nichilisti, i tiepidi#mussulmani, chi non si converte e chi indossa minigonne e rossetto..
E’, la loro, una guerra di conquista. E c’è anche uno stato dietro, magari vagolante, incerto nei confini, magari da un nome antico ed esotico:#Califfato.
Hanno minacciato il nostro ministro degli esteri.


issHanno fatto chiudere l’ambasciata di Libia, ultima in ordine di tempo; hanno costretto i nostri connazionali a fuggire su un’imbarcazione maltese.
Abbiamo un grosso problema e non desideriamo vederlo. Accadde già con lo sterminio degli ebrei. Ce ne accorgemmo quando sei milioni erano andati… in fumo.
Oggi è peggio: siamo incapaci di pensare alla guerra a casa nostra perché una cosa del genere, dopo 70 anni di pace e pacifismo, ci pare incredibile, come ripeteva questa mattina un giornalista in una rassegna stampa.
Purtroppo, è ciò che sta accadendo. Siamo aggrediti. La guerra potrebbe investirci da un momento all’altro.
E quando si è attaccati, occorre difendersi. Ma prima di tutto aprire gli occhi. Perché il nemico è dinanzi a noi ma anche fra noi. pronto a far esplodere la violenza come a #Parigi, come a #Copenaghen, come in #Canada, come negli Stati Uniti.
Parole pesanti e dure? Prima ce ne rendiamo conto meglio è. Per tutti.