LUOGHI DI GUSTO, LUOGHI DI STORIA. VILLA LATTANZI A TORRE DI PALME

Una piacevole serata, intorno ad un tavolo “imperiale”, mangiando polenta “imperiale”.

Data: venerdì 30 gennaio. Luogo: Villa Lattanzi, media collina di Torre di Palme. Fermo.

Fa freddo, fuori. Freddissimo. Sono i giorni della merla, i più rigidi dell’anno ma, per dirla con Giorgio Torelli, sulla strada della…primavera. In sala si sta bene. Diremmo: ottimamente.

Raccontare una cena e basta, sarebbe riduttivo. E’ l’insieme che affascina ed emoziona.

Sopra la villa, da un canto, il borgo è illuminato, spicca l’antica torre di avvistamento. I Saraceni non avevano problemi a sbarcare sulle nostre coste. E Fermo, a quel tempo, era molto più fiorente di ora.

VillaLattanzi

Il Bosco del Cugnolo è a due passi, pieno di essenze, di verde, di macchia mediterranea. Un polmone di natura, un luogo di pace.

E, sempre lì accanto: la Grotta degli amanti, dove fu scritta l’ultima pagina della triste storia d’amore, tragica e superba, di Laurina ed Antonio che si tolsero la vita per non essere separati dalla guerra, dalle famiglie, dall’odio.

Lassù, in paese, nella chiesa di sant’Agostino, due pittori hanno dato il meglio di sé: Vittore Crivelli e Vincenzo Pagani. Chissà quante volte i seminaristi del Collegio Capranica di Roma avranno ammirato i loro dipinti. I ragazzi risiedevano a Villa Lattanzi, a quel tempo di proprietà della Chiesa, per un periodo di vacanza estivo.

La Villa è stata restaurata da qualche anno. E’ divenuta una residenza a cinque stelle, un albergo di charme. Circondata da alberi ad alto fusto che le fanno originale quinta ed abbraccio, dispone anche di una minuscola cappella.

CHIE

“La cena in villa” è una delle tante iniziative che vi si prendono. Beatrice Beleggia fa squisitamente gli onori di casa; Luca Palmieri dirige l’organizzazione con sorriso franco e convincente.

Ai fornelli, stavolta, si esibisce Luciano Vecchiotti, chef di rango, di solito

impegnato al San Paolo di Piane di #Montegiorgio. I vini sono della #Garofoli.

L’entrata è già di livello: dadolini di polenta fritta con #baccalà e verdure fresche.

In mezzo al tavolo, una scia di candelieri con fiammelle tremolanti. Immacolata la tovaglia con posate di gran classe.

Il #tartufo grattugiato dà gran sapore alla polenta bramata servita su piccole “spianatore”. I successivi frascarelli al sugo finto riportano immagini di cibi antichi ma anche di puerpere bisognose di latte.

La polenta gratinata accompagna anche il secondo, con cinghiale e pomodori secchi.

Il dolce è da premio Nobel, se ci fosse per l’alimentazione: polenta dolce su letto di crema chantilly e nevicata di polvere di cocco. Un sapore calibratissimo.

Bianchi e rossi si susseguono. Si termina con passito.

Piacevole la chiacchierata. Piacevole la serata. Piacevole il fascino del luogo e delle storie.

Genius loci, si diceva un tempo. E con quanta saggezza e verità…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...