SIAMO IN #GUERRA. E NON VOGLIAMO CAPIRLO

Sono alle porte di casa nostra.
Se ne stavano ieri su una montagnola della #Siria sono arrivati oggi dinanzi alle coste siciliane.
Un missile #scud potrebbe esplodere da un momento all’altro su#Lampedusa. Già accadde 30 anni fa.
L’#ISIS è a sud di #Roma.
Lo dicono loro stessi: i fanatici islamici, le belve dedite agli sgozzamenti di prigionieri, al rogo di piloti nemici e alla violenza sui bambini cristiani e yazidi.

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Ce li abbiamo a 450 chilometri dai nostri confini. A #Sirte, al momento.
Eppure, ancora i cronisti e i politici italiani – Alfano in primis – parlano di terrorismo e di monitoraggi, senza vedere o – peggio – voler vedere, che di fronte abbiamo un esercito regolare, divise regolari, bandiere al vento, con l’obiettivo di conquistare la nostra Capitale, entrare in #SanPietro, ammazzare il papa, i crociati e poi tutti gli altri: i sodomiti, i nichilisti, i tiepidi#mussulmani, chi non si converte e chi indossa minigonne e rossetto..
E’, la loro, una guerra di conquista. E c’è anche uno stato dietro, magari vagolante, incerto nei confini, magari da un nome antico ed esotico:#Califfato.
Hanno minacciato il nostro ministro degli esteri.


issHanno fatto chiudere l’ambasciata di Libia, ultima in ordine di tempo; hanno costretto i nostri connazionali a fuggire su un’imbarcazione maltese.
Abbiamo un grosso problema e non desideriamo vederlo. Accadde già con lo sterminio degli ebrei. Ce ne accorgemmo quando sei milioni erano andati… in fumo.
Oggi è peggio: siamo incapaci di pensare alla guerra a casa nostra perché una cosa del genere, dopo 70 anni di pace e pacifismo, ci pare incredibile, come ripeteva questa mattina un giornalista in una rassegna stampa.
Purtroppo, è ciò che sta accadendo. Siamo aggrediti. La guerra potrebbe investirci da un momento all’altro.
E quando si è attaccati, occorre difendersi. Ma prima di tutto aprire gli occhi. Perché il nemico è dinanzi a noi ma anche fra noi. pronto a far esplodere la violenza come a #Parigi, come a #Copenaghen, come in #Canada, come negli Stati Uniti.
Parole pesanti e dure? Prima ce ne rendiamo conto meglio è. Per tutti.

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One thought on “SIAMO IN #GUERRA. E NON VOGLIAMO CAPIRLO

  1. Certo che questa scocciantissima realtà dei fatti ci costringe sempre nei momenti meno opportuni ad occuparsi di lei: siamo così contenti di avere visto Sanremo, abbiamo da commentare sulle novità della gestione Conti (Nuovo spazio alla musica, nuova scenografia, nuovo stile, Arisa ed Emma che fanno le presentatrici, la terza non mi ricordo come si chiama ma fa niente: non era certo il nome che le andavi a guardare…. ) su importanti e gravi questioni di grande rilevanza come la crisi delle nostre certezze secolari (Il Milan che non ne azzecca più una, la Roma che si mette a fare la corsa del somaro, l’ Inter che se continua così concretizzerà i peggiori timori di Lotito ) e adesso arriva una cosa così spiacevole e indisponente come una guerra…. e che guerra poi, come sono scoccianti ‘ sti Arabi.
    I profondi pensamenti della nobile fronte del nostro Ministro dell’ Interno Alfano si stanno occupando del contrasto alla infiltrazione “Isisina” mediante falsi profughi che astutamente partiranno dalle sponde libiche su un trabiccolo dove non metteresti nemmeno un cane, rischierano la vita tre o quattro giorni consecutivi in mezzo al Mediterraneo, per poi sbarcare (cercando di evitare scogliere – tempeste – freddo – affogamenti – sete – fame e non so che altro) su qualche sperduto angolo di costa della dolce terra dove il “Si ” suona…. ed entrare subdolamente in Italia, nel cuore d’ Europa e possibilmente nel quartier generale della NATO. Ma non sanno che qui abbiamo vigili e rigorosi guardiani: da Brunetta che gli farà vedere i sorci verdi a Super Silvio che (in procinto di reinventarsi una qualche verginità politica, prima delle prossime condannne penali) è pronto ad appoggiare l’ azione militare…. Mica si scherza qui! Stavolta il Califfo ci sbatte il muso sul serio! Roba che se lo acchiappa la Santanchè gli tocca rifugiarsi dietro le felpe di Salvini.
    Credo poco alla ipotesi missili dalla libia: gli SCUD facevano schifo 30 anni fa e non sono certo migliorati ora; non per questo mi sento tranquillo: lo sport del “matto solitario” in Italia potrebbe riuscire abbastanza bene, quello che mi preoccupa veramente è la pochezza qualitativa dei nostri impresentabili e buffoneschi vertici politici: il nostro Parlamento che votò favorevolmente alla ipotesi che Ruby sembrasse la nipote di Mubarak, invece che una bagascia minorenne entrata per sbaglio in un giro di ricconi porci. Non temo la guerra guerreggiata dei terroristi, che si guarderebbero bene dal combattere sul serio: una nazione europea non è la Siria disorganizzata ( (per merito dei campioni della democrazia occidentale) di Assad il cui esercito è comunque ancora in grado di tenergli testa, o l’ Irak “liberato” dalla banda di gangster in uniforme che si sono dimostrati gli Americani, in cui le Forze Armate sono state ridotte a bande al comandi di signori della guerra locali. Checche’ ne possiamo pensare, sappiamo bene che le nostre Forze Armate non sono composte da imbecilli incompetenti come la nostra classe politica, in grado di protestare pure se viene eletto Mattarella Presidente della Repubblica.
    Temo però – questa si, veramente e seriamente – la assoluta inaffidabilità e incompetenza dei politici italiani. Gente che non sa – non vuole e non puo’ capire nulla oltre la punta del proprio naso; che non rinuncerà mai ai suoi privilegi per quanto possano costare all’ Italia, che si butta in politica per crearsi privilegi ed immunità….. e che non teme la realtà della vita perchè non la deve affrontare. Pretendiamo che “questa” gente capisca la necessità di impegnarsi seriamente e professionalmente nel contrastare sul campo i terroristi ( Con l’ Isis non cè da discutere, bisogna solo sparagli e fare centro, come con le SS di qualche tempo fa) e nell’ intraprendere una azione politica di largo respiro e di lungo tempo in campo mediterraneo, in cui l’ Italia potrebbe veramente ricoprire un ruolo importante.
    Possiamo chiedere a Papa Francesco se ci presta qualche Cardinale?

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