IL MIO FUTURO NON E’ IL NULLA

“Il mio futuro è il nulla: voglio costruirlo distruggendo ogni cosa”.

Recitava grosso modo così una frase scritta sui metrò di #Parigi alcuni anni fa.

Il nulla. Da costruire.

NULLA

Una contraddizione in termini.

Se guardiamo quel che sta facendo l’#ISIS in #Siria e in #Libia, non vediamo più la contraddizione.

Anzi. Vediamo il compiersi di quel volere maligno e luciferino: l’annientamento di tutto.

Gli attacchi ai poverissimi villaggi #caldei, la distruzione di una delle più antiche chiese cristiane (così com’era accaduto ai templi buddisti e islamici in altre regioni del mondo), lo sgozzamento dei #copti d’#Egitto, danno la cifra di un turbine di violenza inaudita che cancella uomini e luoghi.

Ogni passato viene polverizzato: l’aramaico (la lingua di Gesù) sta scomparendo, i templi più belli vengono distrutti dalle fondamenta.

Ogni presente viene annullato annientando popoli interi.

Ogni futuro viene impedito violentando e seppellendo vivi i bambini.

Come si resiste?

Il problema non è politico o militare, anche se la politica deve scendere in campo e forse anche l’azione militare.

La risposta vera è però educativa. Una ripresa del positivo. E una ragione profonda per vivere.

COPTI

Un attimo prima di essere sgozzati, i copti in Libia avevano una luce negli occhi e una preghiera tra le labbra.

Sono morti lo stesso. E’ vero.

Ma hanno dimostrato di avere una fede maggiore, un qualcosa di molto superiore al nulla dei miliziani islamisti.

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One thought on “IL MIO FUTURO NON E’ IL NULLA

  1. A casa ho un vecchio numero di “STORIA ILLUSTRATA” mi pare del 1968, comunque di quando ero un po’ più ragazzo di oggi, dedicato alla Guerra del Pacifico. Non si parlava nemmeno della decifrazione del messaggio radio che preannunciava la ispezione di Yamamoto e permise agli Americani di preparagli l’ agguato con cui l’ aereo dell’ Ammiraglio fu abbattuto.
    Ci sono delle fotografie interessanti come nella tradizione di quella bellissima rivista, una in particolare mi ha sempre colpito, non è tra le piu’ note o spettacolari, riguarda la fase iniziale della offensiva giapponese; un gruppetto di soldati occidentali (forse Americani o Europei, non ricordo) inginocchiati in una radura tra gli alberi, bendati, dietro i Giapponesi con le armi, uno ha pronta la spada con la quale si usava fare un certo trattamento di cortesia ai prigionieri nemici. Anche se la foto non è un granchè si vede bene quel che si deve, in particolare i primi due uomini della fila hanno capito cosa sta per accadere: tengono la testa bassa e le mani giunte. Non è difficile capire perchè ti metti a pregare in quei momenti e magari ringrazi pure Dio se hai la possibilità di pregare ….. Non voglio scendere in romantiche sdolcinerie, la guerra è una porcata da sempre e lo sarà sempre, sopratutto è brutta perchè puoi solo augurarti di essere dalla parte di chi vince, non dalla parte di quello che ha ragione. Possiamo fare i più profondi discorsi su altrettanto profondi concetti filosofici, non sono mai stato di ideologia pacifistoide in particolare non mi è mai piaciuto il pacifismo modaiolo orientato politicamente e disimpegnato completamente. La vita, la esistenza stessa è dura e difficile, a volte si deve purtroppo arrivare agli estremi e capire che per risolvere certe cancrenose questioni occorono soluzioni terribili: con il Califfo – con quel Califfo – non si discute, si ricorre ad altri strumenti di conversazione. Non c’ è nulla di male a difendere se stessi ed altri indifesi, lo ha spiegato chiaramente anche un certo signor Bergoglio, argentino di origini italiane. Di esempi me ne vengono in testa tanti: i soldati polacchi che hanno capito cosa succederà nella pianura di Katyn (Non ho visto il film ma la storia è fin troppo nota) – un filmato d’ epoca con partigiani Russi (Con tanto di mitra con il caricatore a “padellone” : il “PEPESCIA'”) che prima della azione fanno il segno della Croce a sinistra, da buoni ortodossi. Il superstite del campo di concentramento portato su una barella, che piange e prega a mani giunte perchè è vivo e sono arrivati gli Americani… Quei soldati nella giungla stanno a mani giunte anche loro, prigionieri sconfitti in procinto di morire, ma hanno una dignità che nemmeno facessero la guardia d’ onore. Sono uomini vittime dell’ odio e del male. Ma hanno vinto loro.

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