CRISTIADA. LA PERSECUZIONE SENZA FINE

Sarebbe stato diverso cinque mesi fa. Sarebbe stato come vedere Ben Hur oppure Spartacus. O qualche altra pellicola che proponesse un passato ormai passato. Per sempre.

Cristiada invece arriva al Multiplex Super8 di Fermo in un momento molto particolare. Quando i cattolici copti d’Egitto vengono sgozzati di fronte al Mediterraneo, recitando la preghiera del cuore: Signore Gesù Cristo. Una preghiera ripetuta all’infinito, fino all’affondo del coltello.

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Quando i cristiani caldei, specie donne e bambini, vengono massacrati nella piana di Siria che ancora conosce e difende l’aramaico, la lingua di Gesù.

Quando i luciferini combattenti di Boko Haram fanno strage degli abitanti cristiani della Nigeria del Nord.

Cristiada arriva in queste ore. Non è opera di archeologia cinematografica. E’ il racconto di una persecuzione mai terminata.

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Il film narra di un altro genocidio. Quasi del tutto scordato. Quello delle povere popolazioni cattoliche messicane fatte a pezzi dai federales del governo ateo del presidente Plutarco Elías Calles.

Siamo in Messico. Anno 1917. La Costituzione è stravolta. Preti e contadini vengono scannati, i loro corpi appesi ai pali del telegrafo. Come monito. Un tredicenne assiste alla mattanza di padre Christopher. José Luis Sanchez sceglie allora di unirsi ai ribelli: i Cristeros, guidati, incredibilmente, da un generale ateo, Enrique Gorostieta Velarde. Il ragazzo verrà arrestato e torturato, l’ufficiale sarà ucciso. Nel 1929 verrà ristabilita la libertà religiosa. Un affresco ne diede Graham Green nel libro Il Potere e la Gloria.

Non è un caso, allora, che in tempi di nuova persecuzione, venga proposto un film che scuote le coscienze. E non è un caso che alla proiezione di giovedì 5 marzo, alle ore 20:30, intervenga lo stesso arcivescovo di Fermo, mons. Luigi Conti. E non è, ancora, un caso che in queste settimane le famiglie italiane preghino con la preghiera tradizionale del rosario, perché si ponga fine alle nefandezze in corso in Siria, in Iraq, in Nigeria, in Libia. Una preghiera inerme contro la violenza belluina.

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L’orlo della tragedia globale è dinanzi a noi eppure continuiamo a danzare spensierati come sul Titanic che sta affondando.

Anche un film può aiutare a spalancare gli occhi.

Adolfo Leoni

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One thought on “CRISTIADA. LA PERSECUZIONE SENZA FINE

  1. Visto a Livorno. Un film assolutamente da vedere.
    Ho pianto dall’inizio alla fine, ma non per la drammaticità delle scene, ma per la consapevolezza di quanto i cristiani abbiano sofferto e subito persecuzioni nel corso della storia nella quasi totale indifferenza globale e di quanto ancora sono costretti a patire.
    Dio glie ne renderà merito!

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