Virtù dell’olio. Virtù della Dieta. Virtù della Terra di Marca

Due giorni di convegni sulla salute, la longevità,  l’agro-alimentare, il turismo e lo sviluppo della Terra di Marca. L’undici e dodici aprile prossimo, a Montegiorgio, al Teatro Alalena, convergeranno un gruppo inaspettato di clinici di fama internazionale, sommelier dell’olio, nutrizionisti, docenti universitari, giornalisti esteri, scrittori e storici. Arriveranno da diverse regioni d’Italia ma anche dal Giappone, Svezia, Danimarca, Norvegia. Sarà un meeting di altissimo livello come mai ne è stato organizzato uno nella regione Marche in cui si discuterà degli aspetti medico scientifici della Dieta mediterranea anche come volano di nuovo sviluppo. L’iniziativa presa dal Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea presieduta da due medici: Lando Siliquini e Paolo Foglini, renderà noti al grande pubblico i risultati di un importante studio condotto in Spagna e denominato PREDIMED (Prevenzione con la dieta mediterranea). I risultati, pubblicati su The New England Journal of Medicine, hanno confermato che la dieta mediterranea arricchita con olio extra vergine di oliva e frutta secca riduce del 30% il rischio di infarto miocardico, ictus o morte cardiovascolare. Il lavoro è stato coordinato dal ricercatore Ramon Estruch della facoltà di Medicina della Universitá di Barcellona e dell’Hospital Clinic. Riviste mediche internazionali rilevano che “il PREDIMED è il primo studio clinico multicentrico e a grande scala a valutare l’efficacia della dieta mediterranea per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari”. Lo studio condotto tra il 2003 e il 2011 ha preso in considerazione “7.447 persone ad alto rischio vascolare, di età compresa tra i 55 e gli 80 anni (il 57% erano donne) suddivise casualmente in tre gruppi: dieta mediterranea integrata con olio extra vergine di oliva, dieta mediterranea arricchita con frutta secca (noci, nocciole e mandorle) e  dieta isocalorica a basso contenuto di grassi (animali e vegetali). I partecipanti sono stati visitati ogni tre mesi da un dietista e sono stati coinvolti in sessioni di formazione di gruppo, con l’obiettivo di mantenere alta l’aderenza a ciascuna dieta nel tempo. Inoltre sono state fornite liste della spesa,  menu e ricette adatte a ciascun gruppo e adattate alla stagione in corso”. Le conclusioni hanno evidenziato senza tema di smentite che l’uso a tavola dell’olio extra vergine di oliva e della frutta secca riduce di un terzo alcuni tipi di malattia. Un dato importante che verrà ribadito ai numerosi sanitari invitati al convegno montegiorgese. Convegno che rilascerà gli ECM, i crediti dell’Educazione Continua in Medicina.

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Sarà anche l’occasione per riflettere sull’ottima produzione di olivo d’oliva marchigiano e su un comportamento invece negativo:  la forte contrazione nel 2014 (meno 27%) dell’uso proprio dell’olio di oliva nell’alimentazione marchigiana a favore di altri olii.

Un dato preoccupante che incide direttamente sulla salute umana.

La due giorni montegiorgese vedrà anche la partecipazione del gruppo sempre più nutrito dei produttori agro-alimentari di qualità che si ritrovano sotto il brand della Dieta mediterranea. I loro prodotti saranno vagliati nel corso del Laboratorio esperenziale interattivo sulle preparazioni culinarie e gastronomiche della Dieta mediterranea nell’Italia centrale, che si svolgerà invece nell’ex chiesa di San Francesco.

Tra i nomi di spicco che relazioneranno ci sono quelli di Patrizia Brigidi (Università di Bologna), Giuseppe Fatati (presidente Fondazione ADI-Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica), Massimiliano Petrelli dell’Università di Urbino, Yoko Moriyama, presidente dei sommelier dell’olio del Giappone, Gabriele Micozzi dell’Università Politecnica delle Marche. Invitati anche Astrid e Francesco Donadini, Ferenc Naake, Waltrand Jaeger, Norbert Janesch. Porteranno la loro esperienza nel campo dell’economia turistica legata all’agroalimentare i docenti universitari Alessio Cavicchi (Macerata) e Tommy Andersson (Svezia). Il talk show di domenica 12, cui sono stati invitati i rappresentanti del Laboratorio e delle istituzioni pubbliche, sarà preceduto da una comunicazione del prof. Pier Domenico Perri, vice presidente dei Pediatri ospedalieri italiani, esperto di obesità infantile e da un intervento di mons. Mario Lusek a proposito della difesa dell’ambiente secondo il pensiero di papa Francesco.

Adolfo Leoni

Avvistata la ripresa economica. I meriti del sig. Giovanni

Il premier Renzi mostra il petto, orgoglioso: la svolta economica è iniziata, le misure prese sono state efficaci,

l’economia torna a tirare.

Twitter e telegiornali pubblici aprono con questi titoli da resurrezione.

“La voce del padrone” si fa sentire dappertutto.

Non possiamo che essere cautamente soddisfatti. La fine del tunnel sarebbe a portata di mano.

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“Cautamente” soddisfatti, scriviamo, perché le grandi aziende hanno ripreso fiato ma l’occupazione stenta. E senza occupazione, senza un lavoro per giovani e adulti, non c’è ripresa. Solo guadagno di pochi.

C’è però un piccolo tarlo che rode.

L’ex sindaco di Firenze parla di ripresa eppure il debito pubblico aumenta considerevolmente, il petrolio estero cala ma la benzina nei distributori italici cresce.

Ci viene in mente che la ripresina forse non è dovuta allo sbracciarsi telematico e televisivo del governo.lav

Se c’è, è dovuta ai tanti signor Mario, signor Giovanni, signora Lina, che hanno resistito allo tsunami con le mani e con i piedi, impegnando i loro risparmi, ipotecando la propria abitazione, mettendo a rischio una vita di sacrifici pur di non licenziare dipendenti, abbassare la saracinesca, abbandonare la battaglia.

A loro, se ci sarà ripresa, va dato il massimo dell’onore.

Agli altri, quelli della Capitale, il premio Nobel della chiacchiera.

Dai barbieri alle docce. Il Papa. I senzatetto. La Cappella Sistina.

Papa Francesco ha portato ieri un gruppo di “senzatetto” a visitare i Musei vaticani e la Cappella Sistina.

Nei mesi scorsi aveva chiesto barbieri per i clochard e fatto allestire docce sotto il colonnato di piazza san Pietro.

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Cosa unisce lo shampoo, il taglio dei capelli, il lavaggio dei piedi con il Giudizio Universale di Michelangelo affrescato sotto la più importante Cappella del mondo?

Credo che la risposta sia: il corpo, la fisicità, la materia.

Il cattolicesimo non è uno spiritualismo, un’astrazione new age. Tra l’altro ha sempre avuto un occhio di sospetto per gli eremiti estremisti.

Nel Giudizio Universale realizzato dal grande artista del XVI secolo il tema principe sono i corpi che risorgono e vengono aspirati, come da una forza magnetica, verso l’alto.

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La Chiesa promette la Resurrezione dei corpi.

Un giornalista laico, firma di punta del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, ha scritto: “… per Michelangelo l’incarnazione era l’inizio di una esaltazione della materia, non una cosa da nascondere. Il suo mondo non era più diviso tra terra e cielo”.

Papa Francesco indica il Paradiso passando per la concretezza di tutti i giorni, più o meno dolorosa.

Il Pontefice indica inoltre la strada della Bellezza, che non è disincarnazione. E’ l’esatto contrario.

Lo spiega bene, per altri versi, il critico d’arte Marco Bona Castellotti: “Per cogliere il valore della Bellezza, che si manifesta nelle cose, è necessario ‘sentire’ le cose, cioè ‘amare’ e ‘soffrire’ le cose, dar sostanza al senso estetico; sostanza che è inscindibile unione di forma e contenuto”.

Materia e spirito.

Ironici, malinconici, gioiosi. Mai dozzinali

Domani, all’Aquila di Fermo, Festa del Teatro.

14 compagnie e associazioni culturali e tre ospiti sul palco.

Dalle 19 alle 24 rotazione di proposte.

C’è fervore nel territorio.

Si riscopre il gusto di ritrovarsi insieme.

Le compagnie di teatro sono un buon antidoto alle idiozie televisive.

Con un rischio, però. Quello di rincorrere la televisione stessa, cioè di rincorrere l’ovvio, il banale, il superficiale, lo scontato, il cattivo gusto.

A volte capita di imbattersi in proposte teatrali che fanno della battuta grassa e volgare il loro punto di forza. Accentuando, strascinando e appesantendo il nostro dialetto che in effetti è una lingua, come sapeva anche Dante, piegandolo ad un uso di basso rango.

Agostino Scaloni al centro della scena al Teatro Alaleona di Montegiorgio

Agostino Scaloni al centro della scena al Teatro Alaleona di Montegiorgio

Quando Antonio Angelelli, Agostino Scaloni, e gli altri poeti dialettali delle nostre terre si cimentavano con i versi, cesellavano il vernacolo, coglievano il termine più adatto per rappresentare lavoro, amore, nostalgia, malinconia, tristezza, gioia.

Scaloni visto da Interlenghi

Scaloni visto da Interlenghi

Anche l’ironia faceva parte del loro bagaglio. Sicuramente. Un’ironia fine, puntuale, acuta. Mai dozzinale. Mai.

Erano poeti per questo. Grandi poeti anche se di piccole patrie.

Non possiamo permetterci di diventar dozzinali se teniamo a questa Terra.

Abbiamo perso la Provincia, perderemo altre autonomie.

Non possiamo assolutamente permetterci di perdere la qualità. La qualità in ogni ambito: dalla cultura al giornalismo, dal far teatro al far musica.

Antonio Angelelli in una rara immagine degli anni Settanta

Antonio Angelelli in una rara immagine degli anni Settanta