Tanti sindaci. Pochi programmi. Per il momento

Elezioni a Fermo. Massimo Rossi ha detto sì a candidato sindaco della sinistra.

Pasquale Zacheo ha fatto altrettanto per uno schieramento civico con appoggio del Pd e di altre liste civiche più centriste.

Paolo Calcinaro è sceso in campo per primo strizzando l’occhio allo sport fermano e ai giovani.

Mauro Torresi sarà civico con attenzione alle periferie.

Mochi sarà l’espressione 5Stelle contestatrice del sistema.

Siamo già a quota cinque candidati sindaci.

Restiamo in attesa di vedere il centro destra e la destra che faranno.

Possibili due altre candidati. Così raggiungeremo quota sette aspiranti primi cittadini.

Un’enormità.

ragna

Soprattutto se spalmata su una geografia politica ormai melmosa e poco decifrabile.

Cosa farà la differenza a questo punto?

I programmi. Di cui si parla poco o nulla.

Aspettiamo per decidere il voto proposte concrete e non avveniristiche e fumose. Perché siano tali occorre precisione nei dettagli, voci di finanziamento, effetti previsti sulla città e il territorio.

Non votando più per appartenenze politiche, ormai inesistenti, voteremo per chi dimostrerà di avere idee chiare e obiettivi precisi.

Di cosa abbisogna la città? Di avere un volto ben identificato, di garantire sicurezza e benessere ai suoi cittadini, di tornare capoluogo effettivo del fermano, di sviluppare iniziative culturali e imprenditoriali di livello, di dialogare in modo sempre più stretto con la scuola, valorizzare la Biblioteca comunale, risolvere il dramma Tre Archi e quello ancora più pasticciato della centrale a biogas di Campiglione che la popolazione non vuole, tagliare le ali a chi mira ad impadronirsi della “monnezza”, del prossimo bando di pubblica illuminazione, e della Solgas.

Soprattutto c’è bisogno di qualcuno che faccia deflagrare la cappa di piombo che è stata tumulata su Fermo, mandando all’aria il consociativismo a senso unico delle corporazioni.

Ci sarà un tale rivoluzionario?

Annunci