E se fosse tutto vero?

Ieri, giovedì santo, le chiese di tutto il mondo hanno allestito il cosiddetto sepolcro: segno e simbolo della sepoltura di Gesù.

La visita ai sepolcri è una costante della tradizione religiosa cristiano-cattolica.

Anche nelle nostre terre è stata rispettata. Non più le migliaia di persone di un tempo. Comunque, una partecipazione sempre nutrita.

Il segno che più colpisce è quello della spoliazione dell’altare a fine celebrazione: quando il sacerdote toglie ogni apparecchiatura dalla mensa eucaristica.

L'ingresso al Santo sepolcro di Gerusalemme

L’ingresso al Santo sepolcro di Gerusalemme

C’è un attimo di vuoto che colpisce. Quasi di sgomento.

Le chiese restano senza orpelli. Anche le campane tacciono. Durerà poco.

Durerà tre giorni. Poi arriva la Pasqua, arriva la Resurrezione di Cristo crocefisso. Sarà la risposta più adeguata all’interrogativo: o morte, dov’è la tua vittoria?

Oggi, gran parte della cultura si disinteressa del problema Fede. Lo ignora quasi completamente. Lo pone in un angolo buio.

Eppure, i gesti e i momenti pasquali: la spoliazione dell’altare, il sepolcro, il silenzio, la processione del Cristo morto, il suono a festa delle campane, la messa della domenica di Pasqua, lo stesso dono simbolo: l’uovo e la sorpresa, rompono la monotonia dei giorni sempre uguali, raccontano qualcosa d’altro, forniscono risposte alle insignificanze odierne.

Chi crede avverte che Colui che ha dato significato al tempo e alla storia non è sparito, ghermito dalla morte, annientato dalla malvagità degli uomini. E’ risorto, incredibilmente, ma storicamente narrato nei vangeli. E, altrettanto, ha promesso a tuti gli uomini.

Michelangelo lo ha visivamente raccontato in un grandioso affresco.

Chi credente non è, ma sensibile sì, avverte un brivido attraversargli il corpo, viene messo nella condizione di riflettere su di sé e sulla consistenza della propria vita.

Il silenzio di queste ore proposto dalla Chiesa è una straordinaria ricchezza. Un’opportunità.

Nel silenzio si ridanno forma alle cose e alle idee.

Nel silenzio si rompe l’accerchiamento della rumorosità continua che fa da sottofondo al nostro vivere quotidiano, quella rumorosità che impedisce a volte di capire fino in fondo, deviando altrove il nostro pensiero, distraendoci per meglio soffocarci.

Fosse solo per questo, vi auguriamo una Buona Pasqua.

Annunci