“Mi hanno minacciato di morte”. Accuse pesanti del candidato sindaco Zacheo. “Parli chiaro”, le repliche

La dichiarazione è pesante. L’aspirante sindaco di Fermo Pasquale Zacheo ha detto pubblicamente di essere stato minacciato di morte con un sms. Motivo: la vicenda dei quattro lotti di Casabianca.

Chi l’ha minacciato sarebbe uno dei personaggi coinvolti nella vicenda giudiziaria.

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E’ scoppiato il finimondo politico.

L’ex comandante della Compagnia Carabinieri di Fermo ha sparato in un mucchio di sette persone, tante sono quelle coinvolte nell’indagine.

Sette persone che si sentono ora con il dito indice del carabiniere puntato addosso e sospettate di intimidazione se non peggio.

L’inchiesta sui lotti è stata avviata e condotta proprio da Zacheo.

Gli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni sono scesi in campo per difendere l’onorabilità di due degli indagati: l’ex assessore all’urbanistica Paolo Rossi e il dirigente comunale Gianluca Rongoni.

“E’ interesse e diritto dei nostri assistiti – ma, crediamo, anche degli altri indagati e di tutta la comunità fermana – che l’aspirante sindaco Zacheo esca subito dalle sue generiche e fumose allusioni, dicendo altrettanto pubblicamente quale degli indagati gli avrebbe inviato il messaggio telefonico; quando tale messaggio gli sarebbe pervenuto; il tenore della comunicazione”.

“Ovviamente – continua la nota dei due legali – non sta né in cielo né in terra che l’avvocato Rossi o l’architetto Rongoni abbiano inviato messaggi telefonici al capitano Zacheo e, tanto meno, che l’abbiano minacciato”.

“I cittadini – scrivono ancora i due legali – debbono sapere che questi due galantuomini si sono finora pazientemente difesi, nella naturale sede giudiziaria, da un’accusa priva di qualsiasi fondamento (quella riguardante i lotti, ndr) e si sono astenuti dal reagire all’indegna gogna mediatica cui sono stati sottoposti”.

Dinanzi a questa nuova “manciata di fango”, e qualora Pasquale Zacheo non faccia nomi e cognomi o ritiri pubblicamente quanto detto, si profilano azioni legali a tutela “dell’onorabilità dell’avvocato Rossi e dell’architetto Rongoni”. Sin qui i difensori.

Quanto dichiarato dall’aspirante sindaco è avvertito dalla cittadinanza come molto grave. Per cui occorre far luce al più presto.

Accuse del genere preoccupano la gente comune il cui immaginario, da una parte, corre a improbabili scenari mafiosi meridionali, dall’altra potrebbe gettar ombre su altre operazioni condotte dall’ex comandante.

Forse un intervento della Procura della Repubblica aiuterebbe a far chiarezza sin da subito. Anche per il fatto che il procedimento giudiziario riguardante i Lotti di Casabianca non sarà immediato.

La situazione venutasi a creare, pensiamo imbarazzi non poco il procuratore capo Domenico Seccia. Che un colpo però a questo punto dovrà pur batterlo.

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