Elogio, prima; disappunto, poi. Il caso Zacheo-Borsellino

Non so perché, ma da ieri sera mi rimbomba la frase di Leonardo Sciascia che metteva in guardia dai professionisti dell’antimafia. Quelli, cioè, che la mafia la vedono dappertutto e le azioni mafiose le scorgono in ogni piega dell’azione quotidiana.

Sciascia mi è tornato in mente dopo aver letto il messaggio di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il celebre magistrato ucciso dalla mafia insieme alla sua scorta, messaggio indirizzato a sostenere il candidato sindaco Pasquale Zacheo.

Di Zacheo, Borsellino dice un gran bene: “Caro Pasquale, ho saputo della tua candidatura a Sindaco e mi rammarico del fatto che le mie attuali condizioni di salute non mi permettano di potere venire di persona a sostenerti in questo tuo nuovo impegno con il quale affiancherai l’impegno e la dirittura morale con cui hai sempre onorato il giuramento che hai prestato al nostro Stato e al nostro paese, paese per il quale Paolo Borsellino e i ragazzi della sua scorta hanno sacrificato la loro vita, con l’impegno, la capacità e la dirittura morale necessaria per amministrare la cosa pubblica ed il bene comune”.

Salvatore Borsellino

Salvatore Borsellino

La lettera è stata resa nota ieri dall’aspirante sindaco. Ma, ad alcune ore di distanza, forse avvertito telefonicamente, forse per qualche lancio di agenzia, nel secondo pomeriggio Salvatore Borsellino scrive un breve comunicato che appare sul sito www.19luglio1992.com. Borsellino dice questo: “ Su sua sollecitazione ho scritto un messaggio di sostegno a Pasquale Zacheo perché per me è quell’investigatore che insieme a Luigi de Magistris conduceva quelle inchieste che a quest’ultimo furono indegnamente strappate costringendolo a lasciare la magistratura. Avrei voluto che Zacheo mi avesse detto che è destinatario di un avviso di fine indagini, avrei voluto che mi avesse detto che i suoi compagni di viaggio, le liste che lo appoggiano non sono esattamente quelle che io avrei sperato, che quelle liste sono sostenute anche da personaggi impresentabili legati ai vecchi poteri, liste che fanno capo anche a quel PD che è arrivato a condurre una trattativa a scena aperta con un condannato in via definitiva ed assegnato ai servizi sociali per riformare la nostra Costituzione. Se me lo avesse detto, non so se quel messaggio di sostegno io lo avrei mai scritto”.

Bufera immaginabile.

In primo luogo, perché Borsellino rivela di aver inviato la lettera di encomio su sollecitazione dello stesso Zacheo; in secondo luogo perché Borsellino non era a conoscenza di alcuni passaggi giudiziari e politici del candidato sindaco di Fermo.

Il finale è poi di quelli che non si possono ignorare: “Se me lo avesse detto, non so se quel messaggio di sostegno io lo avrei mai scritto”.

Fare commenti è superfluo. La vicenda si commenta da sé. E a volte l’uso un poco spregiudicato della comunicazione e dei suoi addetti può tornare come un boomerang. Da una parte e dall’altra. Dividere il mondo in buoni e cattivi, bianchi e neri, non fa avanzare il mondo di un centimetro.

Far risuonare l’avvertimento di Sciascia è, allora, un aiuto alla ragione.

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