Immigrati dall’Africa. Con i “taxi” non risolviamo

E’ come se la ragione l’avessimo perduta.

Martedì pomeriggio ascoltavo su Radio Rai 1 un’intervista a Maroni, governatore della Lombardia, e a Fassino, sindaco di Torino.

Maroni aveva intimato ai suoi comuni di non accogliere gli immigrati (lui li chiama clandestini).

Il Governatore Maroni

Il Governatore Maroni

Pena, altrimenti, il taglio dei fondi. Sul governatore sono stati lanciati strali di ogni tipo.

L’intervista è andata avanti sul tipo: poteva farlo? che le hanno risposto i sindaci? che tipo di reazione i prefetti? ma lei non aveva firmato, da ministro degli interni nel 2011, un documento per la distribuzione dei profughi? ma non è che la Lega voglia cavalcare politicamente questa situazione?

Ho atteso 15 minuti che a Maroni fossero poste le domande vere. La prima delle quali: perché ha fatto questa dichiarazione?

Non è venuta. Forse, la si dà per scontata.

Invece, il punto è questo. Guardare al problema immigrazione nel suo complesso. Se si salta un elemento non ci si raccapezza più e tutto diventa scontro e unicamente scontro tra le parti. Forse, Maroni, con la sua enorme provocazione, ha messo il dito nella piaga che non si vuol vedere.

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Cerchiamo allora di focalizzare la questione, specie dopo l’ingresso nel Mediterraneo di navi europee:

  1. ci sono donne, uomini, bambini resi schiavi e che rischiano di morire in mare;
  2. mezzo milione sono pronti a venire da noi;
  3. l’Europa se ne infischia, e i richiedenti asilo vengono accolti solo dall’Italia;
  4. Ci sono navi inglesi, irlandesi e tedesche, che ora affiancano le nostre unità di marina, aumentando le capacità di trasporto;
  5. la situazione della Libia, e di altre regioni dell’Africa, è sempre più compromessa.

Ed ora le domande:

  1. Assunto che le persone vanno salvate a tutti i costi, che tipo di integrazione trovano poi in Italia?
  2. L’Italia è in grado di gestire una situazione del genere o non si profila all’orizzonte una destabilizzazione del Paese?
  3. Siamo sicuri che, facendo con le nostre navi da taxi agli immigrati, non facciamo il gioco dei criminali schiavisti?
  4. Siamo sicuri che la risposta possa essere solo quella dell’accoglienza quando milioni di persone vengono schiavizzate nel Nord Africa dai nuovi negrieri?
  5. Crediamo che operando in mare come crocerossine risolviamo il problema?

Cosa avvertono gli italiani? Avvertono l’Europa come incapace di affrontare sul serio il problema, preferendo opzioni minori; avvertono un Parlamento europeo più interessato ai matrimoni gay che alla salvaguardia del Continente; avvertono nazioni più egoiste di altre; si fanno l’idea che gli Stati Uniti, ormai produttori e futuri esportatori di petrolio, hanno tutto l’interesse a mantenere la destabilizzazione del Medio Oriente e della costa mediterranea dell’Africa.

Infine, avvertono, un governo e un parlamento italiano più propenso alle chiacchiere e ai selfie che al disinnesco di una bomba ad orologeria.

La bomba c’è. Eccome se c’è.

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