Chi recrimina e chi fa. Rimboccandosi le maniche. I casi nel Fermano. Gli Antichi Sentieri da riaprire

Cercavo un termine adatto. Mi veniva: pulizia, solidarietà, condivisione.

Alla fine ho scelto una frase: rimboccarsi le maniche. Nel senso che ognuno deve fare ancor di più la sua parte. Alla maniera di Kennedy quando affermava: non quello che l’America può fare per me, ma quello che io posso fare per l’America.

Riporto con tremore il pensiero del presidente Usa perché già so che la nostra mente andrà subito alle imposte e alle tasse. Se ne paghiamo di così tante e gravose per ottenere servizi perché ci dobbiamo sobbarcare anche un ulteriore impegno personale?

La notte di San Liberato

La notte di San Liberato

Domanda più che legittima. Solo che non risolve. Qualcosa dovrà pure accadere per rompere l’anello vizioso.

Lo scorso anno insieme con gli amici degli Antichi Sentieri – Nuovi Cammini facemmo un lavoro molto manuale. Pulimmo l’intorno della pieve di san Liberato, che si trova alla confluenza tra Montegiorgio, Monte Vidon Corrado e Montappone.

Pieve (in precedenza tempio pagano) abbandonata. Era piena di sterpi, erbacce e siringhe dagli usi che tutti immaginerete.

Il colle dove sorge è magnifico. Non lo dico io.

Lo diceva Osvaldo Licini. L’artista-sindaco di Monte Vidon Corrado vi si recava spesso. Da lì spaziava verso l’infinito, tra montagne, colline e mare.

Quando hanno sistemato Casa Licini, nessuno s’è dato la briga di sistemare il colle delle ispirazioni.

Beh, l’abbiamo fatto noi armati di falci, decespugliatori, guanti e sacchi per l’immondizia. Poi, di notte, abbiamo ascoltato i versi di Hermann Hesse e di Pessoa, e udito le note di un dolce flicorno.

Anche i giovani di TurisMarche hanno fatto qualcosa di analogo.

La chiesa del Santo Crocefisso di Monterubbiano era circondata da erbacce e sporco.

Andrea e i suoi ragazzi hanno preso gli attrezzi e pulito gli spazi. Ora sono decorosi e a disposizione dei turisti.

cerre

Che dire poi della comunità di “Vivi Cerreto”? Se il gioiello affascina, non è solo per l’incasato, ma per come l’Associazione tiene il bosco e il sottobosco, e per come riesce la festa medievale.

Di altri, che invece di recriminare assumono in proprio l’iniziativa, abbiamo già raccontato mesi fa.

Ora, c’è un altro obiettivo da raggiungere.

Cerreto aveva una strada di fondovalle che lo univa ad Alteta. I due piccoli castelli erano ovviamente collegati. C’era la strada romana che univa Firmum Picenum ad Urbs Salvia. Il percorso ora è scomparso tra le ramaglie e le frane.

Noi degli Antichi Sentieri-Nuovi Cammini cercheremo di riattivarlo. E camminarlo. E proporlo. E viverlo.

Intanto, sabato prossimo, saremo sulla strada principale che porta al borgo. I versi di Omero, Pessoa, Hesse, Sexton e Pavese ci accompagneranno nella notte, sperando nelle stelle e nelle lucciole.

Nella chiesa senza tetto Giovanni Zamponi proporrà passi della Commedia dantesca. Brindisi finale alla Grotta Castellana.

E le tasse, e le imposte? Lasciamo stare che ci viene il malumore.

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