Venti anni fa moriva Alex Langer. Un Verde per la vita

Monte Urano ha un parco fluviale. E’ intitolato ad Alex Langer. Ci vado quando posso. Il luogo è bello. A volte, dopo certe feste, mal tenuto. Ma ci vado anche per un altro motivo.

Ho conosciuto Langer. Non che fossimo diventati amici, ma ci siamo parlati spesso. Dibattevamo.

Alexander-Langer-3_opengraph

Era la fine degli anni Ottanta. Lui era venuto al Meeting di Rimini. Io ero a capo dell’ufficio comunicati stampa. Mi piacque il suo intervento. Quando salì in sala stampa lo fermai. Si concesse volentieri. Non se la tirava. Era uno del popolo, uno dal cuore grande.

Iniziammo un rapporto, che continuò successivamente con telefonate.

Era un “Verde”, il capo dei Verdi. Veniva da Lotta Continua. Amava la terra, la natura, il creato.

alex

Non aveva pregiudizi. Era un uomo libero. Al di là delle parti. Sopra le parti. Non si lasciava condizionare dal pensiero comune. Non gli piacevano gli schematismi. Aveva capito che nel mondo cattolico c’era un filone sempre più consistente di amanti e difensori della terra madre. A partire dall’allora Prefetto per la Congregazione della Fede e futuro Papa, Joseph Ratzinger. Ne diceva bene. Era capace di valorizzare il buono laddove lo incontrava. Era fuori dalle ideoleogie che chiudono. Ma questa apertura gli provocava furiosi attacchi specie da parte dei suoi ex compagni. Non gli perdonavano certi aperturismi. Non capivano la sua lungimiranza, sensibilità, intelligenza. Era un coraggioso, come dimostrò nell’impegno per la tragedia di Srebrenica. Langer era un costruttore di ponti, come racconta in un libro recente Marco Boato.

Perché ne parlo adesso? Perché c’è una ricorrenza.

lang

Il 3 luglio del 1995 – giusto 20 anni fa – Alex si tolse la vita. Si impiccò ad un albero di albicocco, a Firenze. Non credo lo abbia fatto perché stritolato dai critici o perché lasciato solo, come si disse allora (langer era un combattente nato). Forse, non ha retto invece allo scenario apocalittico che aveva intuito. Alle violenze, alle devastazioni, all’innaturalità di tanta nuova cultura.

Non so perché, ma penso spesso a lui. E sabato 11 luglio, quando ad Alteta, insieme ad altri amici, discuterò di “Laudato si’”, l’enciclica “verde” di papa Francesco, dedicherò a lui il nostro impegno a difesa della terra, della comunità, del creato.

“Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto”: l’ultimo biglietto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...