Un Cammino per le Terre di Marca

Da Santa Vittoria in Matenano, provincia di Fermo, a Farfa di Fara Sabina, provincia di Rieti. 185 chilometri, undici tappe, dieci notte. Tre viandanti per studiare, mappare, segnalare un Cammino storico e leggendario. E per proporre un itinerario ai sempre più crescenti appassionati (italiani e stranieri) di itinerari a piedi. Condendo paesaggi, buona tavola, birre, vini, monasteri, pievi, borghi minori, piazze splendide e sconosciute. Incontrando gente. Abbiamo coperto quell’itinerario ad agosto scorso. Con me: Emanuele Luciani, vice presidente dell’Associazione Antichi sentieri – Nuovi cammini, e Anastasia Nicu, universitaria, poliglotta, instancabile camminatrice.

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Una sfida al nostro territorio. Per dire che la Terra di Marca può avere il suo grande Cammino, senza invenzione alcuna, ma riscoprendo le tracce di qualcosa che accadde. Vennero da Farfa, calpestando molti viottoli di quelli che abbiamo calpestato noi, i monaci benedettini che elessero Santa Vittoria in Matenano nuova capitale del loro “movimento”. Questo l’abbiamo già scritto e riscritto. Ciò che scritto non è stato è il conseguente ritorno. 100 famiglie di Santa Vittoria in Matenano seguirono la strada inverse, spinti dall’abate, per ricostruire l’abbazia di Farfa. Incredibilmente ci sono ancora discendenti di quella gente che dal Piceno scese in Sabina.

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Dunque, si può. Dunque, nulla s’inventa. Ma si riesuma, invece. Si riporta a galla. Si fa conoscere. Può diventare economia: piccola oggi, più consistente domani.

I freddi dati dicono che lo spagnolo Cammino di Santiago, registrava 2.491 pellegrini nel 1985. Nel 2014 ne aveva contati 237.886. Per la fine del 2015 si prevede, se non il raddoppio, un sensibilissimo aumento.

Il Cammino francescano, nel centro Italia, nel 2008 contava 220 viandanti. Nel 2012 toccava i 780, per quasi raddoppiarsi nel 2014.

C’è un grande spazio per la proposta dei Cammini dei Benedettini.

Ed eccoci, allora per strada, dopo aver ricevuto la benedizione di mons. Mario Lusek, direttore ufficio CEI per Turismo, Sport e Tempo libero, dopo aver mangiato alla gaia e “fiorita” mensa delle monache benedettine di Santa Vittoria in Matenano.

Santa Vittoria, Ponte Maio, Comunanza, ostello dei pellegrini. E poi, Montegallo, chiesa di Santa Maria in Pantano, Forca di Presta, Norcia, piana di santa Scolastica, Cascia, Rocca Porena, Leonessa, Rieti, Farfa.

L'Abbazia di Farfa a Fara Sabina (RI)

L’Abbazia di Farfa a Fara Sabina (RI)

Ho sintetizzato. Ma questo è l’itinerario molto ben evidenziato in Umbria, poco in Lazio, inesistente nel fermano ed ascolano.

Il power point riepilogativo è stato presentato, grazie a Marca Fermana, sabato 19 settembre al Diamante di Porto Sant’Elpidio. Nei prossimi giorni lo sarà a Santa Vittoria in Matenano.

L’altro Cammino è invece un circuito che va dal Cappellone (ultima vestigia benedettina) di Santa Vittoria in Matenano a Santa Croce al Chienti (Casette d’Ete), raggiungendo poi le abbazie di Santa Maria a Pie’ di Chienti (Montecosaro scalo), San Claudio di Corridonia dopo aver toccato la grancia di San Rocciano, Chiaravalle di Fiastra, Mogliano, la Cappella farfense di Montegiorgio e, di nuovo, santa Vittoria.

I giornali hanno titolato una “piccola Santiago”.

Esattamente: una “piccola Santiago”. Ma perché piccola?

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