Si dice “olio”, s’intende “oro”

Se c’è una cosa che accomuna i popoli al di sotto del 44 esimo parallelo questa è la pianta dell’olivo.

Se c’è una cosa che i Romani stimavano particolarmente dei Piceni questa era l’oliva.

ulivo

E se c’è una cosa per cui i resti mortali dei santi – è il caso di San Basso a Grottammare – venivano traslati in sicurezza dalla Francia alle nostre coste è il rapporto tra le due popolazioni sviluppatosi con il mercato dell’olio. Senza soffermarsi troppo su quell’antica anfora da olio ritrovata recentemente in Germania

Oliva, olio: le nostre ricchezze e specificità.

EVO è un acronimo di moda. Sta per Olio Extravergine di Oliva, che dà sapore ai cibi, che pulisce le arterie, che mantiene fresca la memoria.

Lo hanno capito bene i nostri “Angeli Matti”: i piccoli/grandi produttori di qualità della Terra di Marca. Sull’olio scommettono. E per farlo conoscere e promuoverlo, ogni occasione è buona.

La signora Francesca Bonfigli

La signora Francesca Bonfigli

A Falerone, l’azienda Bonfigli spalanca il suo nuovissimo frantoio per la visita di una quarantina di universitari. Sono giovani che studiano a Macerata ma provengono da Ucraina, Polonia, Cina, Brasile, oltre che da altre regioni italiane.

Falerone, insieme con Mogliano, vanta le olive di varietà “Piantone”.

Elena Mocchetti è una “vergara” come si deve. Oltre alla casa, amministra la Agripompei di piane di Moresco.

agri

Quest’anno l’olio è squisito. Una bella occasione per lanciare l’evento “Bentornato olio EVO”. Due giorni di festa (7 e 8 novembre), di degustazioni, di passeggiate tra gli ulivi e di raccolta delle olive, con approfondimenti (ci saranno tra gli altri, il prof. Leonardo Seghetti, e i medici Paolo Foglini e Lando Siliquini). La signora Elena ha le idee chiare. Nel manifesto così ha motivato l’iniziativa: “Per tornare a vivere il frantoio come luogo di festa e di incontro, di attesa e celebrazione di questo prezioso alimento, che rappresenta la sacralità della vita”.

Con l’olio si ungevano imperatori e papi, di olio si cospargevano gli atleti. Con l’olio si “consegna” il viatico verso un mondo migliore. E il frantoio era luogo di aggregazione.

Il fermano Marco Cavalieri è un agronomo di fama internazionale. Viene regolarmente chiamato per consulenze specie negli Stati Uniti e in Canada. La sua azienda: Le Corti Farfensi, oltre al vino produce olio. E proprio di olio, delle sue caratteristiche, proprietà e virtù, parlerà a Santa Monica in California lunedì 16 novembre. L’invito gli è arrivato dalla Fondazione Azzurra, che si occupa di cultura e coltura, di buon vivere e di buon gustare. Negli USA, il problema dell’obesità e del diabete si è fatto preoccupante. I più illuminato guardano all’Italia e alle sue produzioni, ultimamente folgorati sulla via delle Marche sud. Insieme a Cavalieri interverrà il prof. Emeran Mayer, luminare della gastroenterologia e non solo. Mayer è stato conquistato dallo stile di vita mediterranneo sperimentato due anni fa a Fermo e Moresco, tra le vigne e gli ulivi dei “Farfensi”.

Una degustazione negli Stati Uniti. Marco cavalieri a dx

Una degustazione negli Stati Uniti. Marco cavalieri a dx

Aveva proprio ragione l’elpidiense Andrea Bacci che, nel 1500, descriveva la provincia picena “con un gran numero di pingui campi, oliveti e vigneti”. Terra magica e affascinante.

Si dice olio, si intende oro.

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