Festa di San Martino: alla salute!

Martino, ufficiale romano come già suo padre, incedeva sicuro montato sul suo cavallo da guerra. Da poco in Gallia, controllava le postazioni di una città.

Poco dopo la porta, un cencioso gli stese la mano. I due uomini si guardarono, gli occhi del soldato e del mendicante si incrociarono. In quell’attimo, accadde qualche cosa di inspiegabile.

Dipinto di Simone Martini

Dipinto di Simone Martini

Martino sguainò la spada corta. Faceva freddo. Prese il mantello pesante che gli copriva le spalle, eredità di famiglia. Lo tagliò in due. La metà la stese al povero.

Si fece bel tempo, e per qualche giorno ancora. Fu l’estate di San Martino.

Ancora oggi possiamo gustarne gli effetti.

Era festa importante un tempo. “… cominciava l’attività dei tribunali, delle scuole e dei Parlamenti, si tenevano le elezioni municipali, si pagavano le fittanze, rendite e locazioni”, come ricorda Alfredo Cattabiani.

Ed era anche il giorno in cui i contratti agrari potevano essere rinnovati dal “padrone” oppure rescissi con  la conseguente fuoriuscita del contadino e della sua famiglia.

botti

La mezzadria è stata una caratteristica delle Marche. In quelle del sud prese le forme del “lavoreccio”, come ricordano Roberto Ferretti e Luigi Rossi. Discendenza del “laboritio” dei monaci benedettini.

L’undici novembre era giorno di precetto. E si festeggiava con grandi bevute e mangiate. “A San Martino ogni mosto è vino”.

Domenica prossima a Fermo si festeggerà degnamente con la premiazione del vino migliore. Ma domani, nelle famiglie del territorio e in alcuni ristoranti e trattorie, ci si ritroverà a tavola con piatti di maiale e dolci di castagne. In alcune zone della nostra collina, anche l’oca farà la sua comparsa tra le portate.

Le previsioni del tempo assicurano ancora qualche giorno tiepido, poi arriverà il Burian, vento ghiacciato dai Balcani.

casta

“I primi giorni di novembre – scrive Cattabiani -, che corrispondono all’antico capodanno celtico, il Samuin, chiudono la stagione agricola e il periodo tiepido per inaugurare la stagione fredda e buia che per il Celti durava sino alla fine di aprile”.

In previsione di folate gelide, alziamo i calici e brindiamo.

Alla salute!

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