Dalla Fiera delle Qualità una proposta: defiscalizzare i prodotti della Dieta

Non è semplice raccontare una giornata ricca come quella di ieri a Montegiorgio per la seconda Fiera delle Qualità proposta dal Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea e dal Comune di Fermo.

Cerco di cogliere qualche aspetto dei tanti che si sono intrecciati e succeduti.

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Il primo riguarda loro: i piccoli/grandi produttori della Terra di Marca. Hanno lasciato altri mercatini in giro per il territorio e sono venuti da noi, da quei “pazzi” del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea. Perché – dicono – c’è un quid particolare. Forse un pizzico di follia, come lo chiama il dr Paolo Foglini, vice presidente del Laboratorio.

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Sono venuti in oltre trenta: produttori di miele, confetture, vini, oli, insaccati, pasta, pane, dolci, cioccolato, panettoni, peperoncini, birre, articoli fatti di canapa, allevatori di cucciole… Una giornata insieme, fatta di esposizioni, vendite, rapporti da intrecciare, nuovi contatti. Tanti i visitatori che hanno apprezzato.

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Il luogo. Abbiamo voluto realizzare ancora una volta la Fiera all’interno del suggestivo complesso conventuale degli Agostiniani, in pieno centro storico, in un su e giù di piani, in un intreccio quasi labirintico di corridoi, sotto antiche arcate, dentro stanze affrescate 7 secoli fa. Come una storia che continua, maglie di una catena che non si interrompe. Ma stavolta siamo andati anche oltre, conquistando altri spazi di bellezza: come l’ex falegnameria, dove il bravissimo Fortunato Frontoni ha esposto le sue opere pittoriche dedicate alla Terra di Marca: dalla trebbiatura ai girasoli, dall’angolo della vecchia cucina ai viottoli dimenticati; come il settecentesco Palazzo Passari, la cui sala grande di piano terra ha ospitato i convegni; come la sala Manzoni, dove si è svolto un prestigioso Show Cooking.

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Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro

I convegni. Quello delle undici ha visto undici sindaci (di Montegiorgio, Fermo, Campofilone, Magliano di Tenna, Moresco, Ortezzano, Pedaso, Petritoli, Servigliano, Smerillo, Torre San Patrizio) interloquire con il Laboratorio cui è stata riconosciuta la lungimiranza di aver insistito nella ripresa della Dieta mediterranea come volano di nuovo sviluppo agricolo, gastronomico, culturale e turistico. Non si è parlato a vanvera. Sono uscite proposte concrete come quella dell’invio alla Regione Marche di una lettera richiedente una legge regionale di valorizzazione della Dieta mediterranea, e un prossimo tour dei sindaci guidati dai componenti del Laboratorio alla scoperta di siti particolari della nostra Terra.

All’incontro ha preso parte anche Paola Farinelli, universitaria, che ha raccontato sinteticamente alcuni progetti in collaborazione con il Laboratorio e gli Antichi Sentieri – Nuovi Cammini.

Alle 16, nella stupenda sacrestia di San Salvatore, la dottoressa Benedetta Curi ha collegato il cibo alla filosofia attraverso tre filosofi: Franz Rosenzweig, Massimo Donà ed Emmanuel Lavinas. Conclusione: La sensibilità, il gustare, il mangiare e il bere, sono qualcosa di più che semplicemente  un bisogno personale. Sono un incontro, una convivialità, una prossimità tra persone, che creano comunità.

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Pirotecnica, di nuovo a Palazzo Passari, la lectio di Carlo Cambi, giornalista di fama, verve da maledetto toscano, fustigatore dell’ovvio e dell’ipocrisia. Dito puntato contro l’omologazione dei gusti e delle produzioni, Cambi ha svelato marchingegni e politiche, dalla Borsa di Chicago alle scelte imposte alla nuova Etiopia, che porteranno al disastro se in tempo non ci ravvediamo.

E ravvedersi significa diversificazione delle produzioni, difesa delle tipicità e dei contadini. Una filosofia basata sul ricevere, conservare, restituire, dove dietro alla gastronomia di un piatto ci sono storia, filosofia, musica, architettura. Contro la neo lingua omologata tornare al dialetto del cibo.

Al Laboratorio Cambi ha lanciato alcune piste da seguire: l’alleanza con i “contadini”, un carotaggio storico sulle tracce del monachesimo benedettino e della presenza francescana, il coinvolgimento degli operatori gastronomici, il coinvolgimento delle scuole.

Infine, dopo l’ultima battuta che battuta non è: “convertire i cuochi”, ha proposto alla politica la defiscalizzazione dei prodotti della salute, cioè i prodotti della Dieta mediterranea. Per risparmiare dopo sulle spese sanitarie.

Alle 2o,00, un prezioso Cooking Show con gli chefs Francesco Conti, Sandro Pazzaglia e Benito Ricci.

Un menù stupendo e una festa conclusiva.

 

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