Un manifesto per il Fermano. Non solo premi

Sabato 19 dicembre. Alla Camera di Commercio di Fermo, in occasione del premio alla Fedeltà al lavoro e al progresso economico, viene lanciato un inatteso Manifesto. Tre giorni prima che Il Sole24Ore disegni il territorio fermano con qualche luce e molte ombre.

Sullo schermo dell’elegante sala è riprodotto l’Uomo vitruviano: il disegno a penna di Leonardo Da Vinci che, secondo alcuni, diede inizio all’epoca moderna: l’uomo è solo, è libero, è al centro dell’universo. E’ la nascita dell’antropocentrismo.

vitruviano

E’ il terzo anno consecutivo che la Camera di Commercio premia gli imprenditori per quanto hanno saputo dare al territorio.

Il 2015 è un anno a chiari e scuri. I dati sono ballerini, a volte contradditori: La ripresa c’è… ma; il lavoro c’è… ma.

Il mondo del lavoro è una grande incognita, e, dunque, una grande sfida.

Il manifesto lo lancia, inconsapevolmente, il Prefetto Angela Pagliuca.

Il passato remoto e quello prossimo – dice in sintesi il Prefetto – ci hanno dato una lezione. A noi comprenderla sino in fondo e cambiare direzione, recuperando il buono della nostra esperienza: la fedeltà al lavoro è un valore così come lo è la dignità e il rispetto per ogni persona.

pref

La ricchezza, sottolinea il Prefetto, deve andare a vantaggio dell’intera comunità.

Occorre una svolta. Quale? Avere uno sguardo complessivo sulla realtà: le risorse non sono infinite, le condizioni climatiche stanno mutando, la natura ha bisogno di grande rispetto.

Ne consegue che occorrerà lavorare sempre di più sulla qualità dei prodotti, della vita, e sul rispetto ambientale, che non è uno slogan, ma fatti concreti.

Massimiliano Colombi, che è sociologo e docente universitario, non si lascia sfuggire quello che chiama proprio il manifesto del Prefetto, e ne approfondisce alcuni passaggi.

L’uomo non vale per il 730 che presenta, ma vale in sé, per quello che è.

La ricchezza di un tempo del Fermano si è assottigliata.

Il territorio ha bisogno di scelte condivise.

Colombi parla espressamente di Comunità.

Il tempo che viviamo, dice, ci pone di fronte a tre sfide:

l’innovazione data da una integrazione sempre più forte tra manifattura e cultura; una conoscenza sempre più attenta; una soluzione a quello che papa Francesco denuncia come la Cultura dello scarto (se non produci sei nulla, sei rifiuto).

Marco Marcatili, economista, consulente, parla invece di anomalia italiana.

La politica e i media si occupano quasi esclusivamente dell’industria, eppure questa rappresenta solo il 18 per cento della nostra realtà produttiva. In questo 18%, la grande impresa, che è sempre in televisione, rappresenta solo l’uno per cento. Qualcosa non torna.

Da economista, Marcatili tenta una lettura del tempo prossim0-futuro. Per affrontarlo al meglio, occorrono tre condizioni di partenza: produrre cose che migliorano la città pubblica, passare dal convivere al comprodurre, essere capaci di ibridazioni tra settori diversi.

Dalla Giornata di Festa alla Camera di Commercio, oltre ai 24 premiati (il musicista Francesco Di Rosa, l’attore-cabarettista Piero Massimo Macchini, l’imprenditore Rodolfo Zengarini, la dirigente scolastica Stefania Scatasta, la parrucchiera Ramona Dariozzi, il titolare di palestra Federico Andrenacci. Un premio è andato inoltre a La Bottega dei Vasai, alla Vegas Srl, all’organettista artigiano Bruno de Angelis, agli imprenditori Silvano Sassetti, Fausto Ripani, Mario Scheggia, Gabriele Di Donato, Bruno e Dante Beleggia, Franco Cruciani. Premiati anche la signora Silvana Di Lorenzo, la professionista dell’estetica Elisabetta Ramini, la frantoiana Barbara Pacioni. Per le aziende che hanno favorito il ricambio generazionale sono stati premiate l’impresa edile Ripani, la tappezzeria Agostini, la vetreria Petrini, la pasticceria Gallucci e l’atelier Dina Bengasi) sono scaturiti indirizzi, necessità, bisogni.

ildegarda 1

Le parole più citate sono state: Comunità e Ambiente.

Binari da percorrere.

Magari con un deciso spostamento di immagini. Passando dall’immagine dell’uomo vitruviano di Leonardo all’uomo di Ildegarda di Bingen. Sempre di uomini liberi si tratta. Ma il primo è da solo (il vitruviano), il secondo è inserito in un abbraccio cosmico. In una integralità armonica.

Dove la realtà non è nemica. Ed è tutta da scoprire e valorizzare.

 

 

 

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