Ddl Cirinnà. Due milioni a Roma. E dopo?

Qualcuno parla di un milione, altri raddoppiano il numero delle presenze.

Il Family day di sabato scorso al Circo Massimo di Roma è stato un successo.

Molta parte dei cattolici italiani – in effetti c’erano anche laici/laici e qualche esponente mussulmano – si è mobilitato e ha fatto sentire la sua voce.

Contente le famiglie tradizionali, contento l’episcopato un tantino diviso al suo interno tra interventisti e no, contento papa Francesco che sull’argomento non s’era scaldato troppo.

La famiglia tradizionale: uomo, donna, bambini non si tocca.

family

Messaggio forte e chiaro alla politica e ai politici che cercheranno di convogliare a sé quell’indicazione che tra poco diverrà anche voto.

I cattolici del Family day si sono concepiti o sono stati visti come una minoranza organizzata, un gruppo di pressione.

L’Eurispes ci fa sapere che il 71 per cento degli italiani si dice cattolico, ma i praticanti sono il 25 per cento del 71 per cento.

Minoranza appunto. Con un calo del 10 per cento di consensi alla Chiesa cattolica e un aumento della stessa percentuale per le altre confessioni.

Il gesto di pressione contro il disegno di legge Cirinnà è stato avvertito come necessario da più parti, specie da alcuni movimenti, in prima linea il Cammino Neocatecumenale.

Se la mobilitazione si fermasse qui, avrebbe solo un effetto politico.

Come dire: deleghiamo ai politici il compito di difenderci, mentre noi ce ne torniamo nelle sacrestie.

C’è chi vagheggia la rinascita di una Democrazia cristiana, proprio in un momento in cui – dice sempre l’Eurispes – la fiducia nei partiti è scesa all’11,9 per cento.

Un affidamento alla sola politica comporta nessuna presenza nella società civile, nella cultura, nell’educazione, nelle opere sociali, nell’economia. Niente creazione di scuole, di ospedali, di cooperative economiche, di media, di giornali. Come invece avvenne nell’Ottocento, parimenti al movimento operaio. La ritirata dei cattolici dall’impegno sociale negli anni 60-70-80 del Novecento e la conseguente delega alla Dc provocarono quel che ben conosciamo.

Come se il cattolicesimo avesse poco da dire al di fuori dell’edificio-chiesa.

Come se il cattolicesimo non avesse più la forza di trasformarsi in cultura, ma restasse abbarbicato alla sola cerimonia religiosa, tra l’altro immiserita di molta ritualità (in alcune chiese è sparita anche l’acqua santa). Non è un caso che molti cattolici inizino a guardare con un certo interesse ai riti ortodossi.

Un atteggiamento di sola delega politica e di ritirata dalla società, trasformerebbe i cattolici italiani in una lobby tra le lobby. Impedendo di fatto alle donne, agli uomini e ai giovani, oggi frastornati, fluttuanti e alla ricerca di senso, di incrociare pezzi di mondo cambiato: umanità diverse, modi di condurre scuole, ospedali, aziende, diversi.

Più umani e accoglienti.

 

 

Annunci

2 thoughts on “Ddl Cirinnà. Due milioni a Roma. E dopo?

  1. Tutti contenti: organizzatori che parlano di due milioni di partecipanti (i tempi cambiano, una volta si calcolavano i milioni di baionette….), opinionisti e chiacchierologi vari disquisiscono su variabili matematiche applicate alle piazze (vale piu’ un milione una volta sola o mille in mille volte?) sicuramente contentissimi gestori di autobus e corriere – felicissimi rivenditori di panini, acque minerali, gelati e annessi…. ed ognuno a rivendicare la vittoria e la importanza della propria parte.
    Qualche piccola perplessità magari rimane ma si tratta di piccole trascuratezze: per esempio l’ idea che il compito di uno Stato è anche quello di esprimersi – possibilmente con chiarezza – su certe questioni, e normalmente lo può fare solo con atti normativi: leggi, decreti, regolamenti.
    Non è accettabile rinunciare alla disciplina legislativa o a trattare argomenti perchè sono scomodi o fonte di scontro, si tratti di famiglie omosessuali che di conflitto di interessi o falso in bilancio; lo Stato deve occuparsi dei problemi dei suoi cittadini, è un suo compito, un suo dovere – prima ancora che un diritto – e non può esimersi da esso.
    Se non si pronuncia lo Stato – magari facendo finta di niente per non offendere la CEI o chi per essa – ci pensano i cittadini da soli, sposandosi in Spagna o facendo l’ eutanasia in Svizzera o inventandosi chi sa che….
    Nello stesso tempo si dovrebbe avere il coraggio delle proprie opinioni, dei propri compiti (se ci tieni davvero e li valuti veramente così importanti) e visto che ci siamo… anche guardare con spirito di solidarietà e di rispetto le persone…. In genere chi umanamente soffre non ha nessuna pretesa di essere la persona più importante del mondo, per prima cosa chiede aiuto e chiede di non essere colpevolizzato più del necessario se anche si fosse messo in un guaio per iniziativa sua…. Ma intanto continuiamo a contare con quanti amici eravamo al bar per cambiare il mondo.

  2. Gentile Leoni, a me sembra che proprio rinunciare a difendere i più piccoli in un’occasione storicamente determinata , rispetto alla protervia di chi scambia il proprio desiderio con lo sfruttamento del debole, sia un impegno che deriva da dall’uscire dall’edificio-chiesa !
    In sintesi, ha fatto un rovesciamento di frittata del tutto evidente !
    E, in ogni caso, si capisce ben poco di quello che vorrebbe dire e non dire : il tutto molto nebuloso, confuso, contraddittorio .
    Chissà , poi, se qualcuno una buona volta mi spiegherà perché manifestare pubblicamente un convincimento, debba escludere a priori, come sembra scrivere lei, che ci si possa impegnare in opere sociali e quant’altro. Perché questa divisione netta e non reale della persona ? Io che vado al family day, sono lo stesso che aiuto il povero, che conduco diversamente scuole e aziende..sono sempre io, per gli stessi motivi in entrambi casi, per essere più uomo !
    Questa dicotomia della persona proprio non la capisco, ripeto.
    Senza contare che rinunciando all’impegno pubblico, rinuncerei a quello che mi è chiesto, in quanto cattolico, per il bene comune.
    Certo , rimanere al calduccio a casa propria, aiutando solo il vicino di casa bisognoso è senz’altro più confortevole, più foriero del plauso generale e dell’approvazione di gente che non ha mai amato la Chiesa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...