Le bugie. La politica. Il giornalismo e gli Apoti

Un’opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema. Perché ad essa ci si può sempre appellare contro le pubbliche ingiustizie, la corruzione, l’indifferenza popolare o gli errori del governo; una stampa onesta è lo strumento efficace di un simile appello.

pulit

Joseph Pulitzer

La frase è di Joseph Pulitzer, il giornalista ed editore ungherese naturalizzato negli Stati Uniti, che fu all’origine del famoso premio americano.

Mi torna in mente ascoltando la radio.

Il ministro Gentiloni, in rappresentanza del Governo Renzi, si dice indignato. In Egitto hanno ucciso Giulio Regeni, dopo averlo torturato per giorni.

Il Ministro vuole la verità, farà del tutto per averla. Mostra il muso duro. Sembra deciso ad andare sino in fondo.

Qualche anno fa, lo stesso ministro, accogliendo all’aeroporto di Roma Vanessa Marzullo e Greta Ramelli rilasciate dai loro rapitori siriani, giurava di non aver sborsato un euro di riscatto.

raga

Più tardi si seppe che gli euro erano stati milionari.

Da dove erano usciti? Dai fondi neri dei Servizi? In quale piega del bilancio statale si trovavano?

Ma non è questo il punto. Quanto invece la veridicità delle parole di chi comanda.

Vuoi per ragion di stato, vuoi per intrecci politici, vuoi per equilibri interni ed internazionali, una cosa sono le parole dette ai microfoni e raccolte acriticamente, altra le azioni svolte in sedi separate.

Non credo che la verità sul caso Regeni venga a galla tutta intera. Specie se, come si suppone, i responsabili della morte del ricercatore-giornalista, sono i servizi segreti o la polizia politica egiziana.

Già assistiamo a verità preconfezionate da parte del governo de Il Cairo.

Su un altro fronte: quello economico, il presidente del consiglio Renzi e il suo ministro Padoan continuano a dire che tutto va bene, madama la marchesa.

Scorrendo la borsa ci accorgiamo invece che la situazione economica internazionale è estremamente preoccupante.

Non vogliono impaurirci, i nostri politici?

Ma noi siamo già impauriti perché guardiamo a quello che ci capita in casa: alle fabbriche di scarpe che non ce la fanno più, alla Russia che non acquista più, ai giovani che il lavoro neppure lo cercano più, alle botteghe che chiudono.

apoti-

Tornando a Pulitzer, è il caso che noi giornalisti scriviamo le cose anche nell’estrema durezza della realtà, cercando di divincolarci dalle logiche della contrapposizione politico/editoriale; ma è anche il caso che la gente che ci legge, ci vede, ci sente, lo faccia con molto senso critico.

Giuseppe Prezzolini lanciò un rimedio: la società degli Apoti, coloro che non la bevono.

 

Annunci

One thought on “Le bugie. La politica. Il giornalismo e gli Apoti

  1. Bella la Società degli Apoti, andrebbe pubblicizzata e incrementata, specialmente ai tempi di INTERNET però previa adeguata preparazione di chi ne fa parte, altrimenti rischiamo che per non credere alle bufale governative ci beviamo le coglionerie di altro soggetti: il mondo è dominato dai Rettiliani che hanno assunto forma umana, e di cui Obama Putin e Papa Francesco sono esponenti di spicco (l’ ultima fandonia magari l’ hanno creata in Vaticano…..) oppure che le vaccinazioni antivaiolose controlleranno la mente dei cittadini in futuro….
    Non abbiamo creduto alla favola della liberazione delle due ragazze senza riscatto, lo stesso Renzi fece presente che non era il caso di polemizzare ma di considerare come due cittadine italiane fossero tornate a casa sane e salve. Sarano state pure due cretine che si erano messe a giocare alle rivoluzionarie pacifiste nell’ ultimo posto al mondo in cui puoi farti venire idee del genere (e facendo pure propaganda per gli antigovernativi) ma l’ alternativa era un bello scannamento previo allegro stupro di gruppo.
    Non è nemmeno da credere che quel povero ragazzo sia morto per incidente stradale o per un terzo grado fatto presso la Squadra Antirapine della Centrale di Polizia del Cairo: certi “lavori” non si fanno mica fare alla Polizia ufficiale….. ed in Egitto un giovane universitario in libera circolazione è comunque un potenziale nemico, non escluderei a questo punto la soluzione più elegante: sono stati quei cattivoni dei Fratelli Mussulmani che ce l’ hanno con il Governo, con la Polizia e con gli studenti italiani.
    D’altronde in Italia ci abbiamo messo quattro anni per accorgerci che in una Stazione dei Carabinieri si muore di botte, nella stessa Italia in cui qualche Carabiniere ci lascia la pelle perché rispetta le regole e la legge.
    La Società degli Apoti dovrebbe incoraggiarci a guardare la realtà in faccia, a non bere fregnacce per evitare di riconoscere come certi fatti della vita siano comunque duri e spiacevoli e richiedono decisioni e comportamenti adeguati. Un conto è combattere il terrorismo un altro reprimere ogni protesta contro il potere al governo, un conto sono gli affari internazionali un altro il rispetto della dignità umana, e non puoi fare graduatorie tra i due; purtroppo devi viverci in questo mondo, fare affari con chi viola diritti umani e cercare di far riflettere sulla utilità di non esagerare in crudeltà. Ma ci deve credere ed esserne convinto, è solo questa la forza della democrazia e di una pace che non sia la resa di vigliacchi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...