L’Amore non è chimica. Un figlio non è un prodotto

Niki Vendola e il suo compagno hanno acquistato un figlio.

Diluvio.

Se ne sono dette e scritte di tutti i colori.

Pochi quanti si sono schierati a favore del capo di SEL. Molti i contrari.

mter

Le argomentazioni messe in campo mancano però di un elemento.

Si è detto di un gran signore, facoltoso, che ha potuto comperare un bambino.

Si è detto di una donna che, forse per mestiere, fa l’incubatrice del seme e sforna figli come fossero pani dal forno.

Si è detto di un atteggiamento borghese di chi, avendo disponibilità di quattrini, e complice magari uno stato di necessità di una giovane, può ottenere ciò che vuole.

mater

Si è detto ancora che il corpo femminile non va mercificato.

C’è del vero in ogni posizione. Con una mancanza, però, di un elemento, dicevamo.

Si chiama amore. E non è sesso, non è ginnastica tantrica, non è neppure chimica.

E’ amore, cioè qualcosa di più, che piglia la persona, la invade di sentimento, allarga il cuore. E’ un’eccedenza non misurabile. Che cresce in rapporto ad un’altra persona. In questo caso la più indifesa.

Ognuno di noi ha visto una donna in attesa di figlio parlargli sottovoce, accarezzare la pancia come se accarezzasse il suo volto, non fare gesti sconsiderati, tenere in borsa l’ultima ecografia che ha evidenziato un piccolo cuore battere e piccoli arti sviluppare.

Ognuno di noi avrà sicuramente visto la mamma con adagiato sul petto il piccolo appena nato che strilla e chiede protezione. L’avrà vista piangere e sorridere insieme. Smarrita e confortata da quello che avverte.

madre

L’avrà vista accarezzare la sua creatura, canticchiarle una canzone, socchiudere lo scuro di casa perché la luce non gli sia troppo forte, difendere il silenzio famigliare per la sua creatura, prepararsi per la ripetuta poppata giornaliera con quella cura che non si ha per le cose.

L’avrà vista preoccuparsi per l’ultimo rigurgito e per la prima tosse.

L’avrà vista commuoversi, quando gattonando rapido a terra, il suo bambino ha pronunciato la prima parola, che è sempre: mamma.

Affetto, trepidazione, commozione, attenzione… Amore, che li contempla tutti e ancora di più.

Nella vicenda degli uteri in affitto, dei bambini acquistati come scatole di carne per gatti in un supermercato, non possiamo non pensare a quella parola minima ed enorme che abbiamo invece derubricato a palestra sessuale. Con le conseguenze che non riusciamo neppure a intravedere. Ma certamente prive di una dimensione umana fondamentale: l’altro come dono, l’altro come attesa, l’altro come amore.  

Annunci

One thought on “L’Amore non è chimica. Un figlio non è un prodotto

  1. Arrivo alla provocazione fino in fondo: poche cose mi commuovono come il gattino che ti entra per la prima vola in casa, timoroso e curioso, ancora smarrito e poi piano piano incerto sul fatto che forse quel posto e quegli strani esseri non sono del tutto ostili…… quel batuffoletto di peli dentini e unghiette che incomincia a far conoscenza degli angoli di casa, della tela del divano e della piega inferiore dei pantaloni e ti si strofina addosso in cerca di tenerezza e protezione.. al quale devi insegnare la fondamentale differenza tra esercitare le unghiette sui pantaloni o sulla pelle nuda delle gambe…. che comincia a riconoscerti facendo dei “Ronf ronf” ogni giorno più forti e convinti e comincia a capire che le morsicature sulle dita non sono sempre gradite, specie da una certa lunghezza dei denti in poi… E ti sorprendi notare come i “cuccioli” si assomiglino abbastanza nei comportamenti iniziali, magari facendo “Uhee” o sparando sorrisi e smorfie.
    E oggi c’ è gente che filosofeggia su uteri in affitto di “fattrici” a due gambe e senza coda.
    Non riesco a dare giudizi, non so se sia un bene o un male che certe donne si mettano a figliare su commissione; si straparla di “scelte di amore” o di “manifestazioni di egoismo” sapendo bene che tutto è solo condizionato da polemica propagandistica.
    La sensazione peggiore è proprio quella che – in fondo – non gliene freghi assolutamente niente a nessuno di scelte di verità, importa solo la polemica fine a sè stessa. Non credo minimamente a sacri sdegni e tutele di “sacri valori della famiglia” da parte di gente che ha ampiamente dimostrato di essere interessata ai “valori” solo se quotati nelle fasce alte di prezzo.
    Non credo affatto alle “scelte di amore e libertà” che sfidano le regole della Natura e fingono di superarle: per far nascere il bambino di Nichi Vendola comunque c’è stata una donna fecondata da un uomo, non so se per via “artificiale” o con il sistema che usa da un milione e più di anni a questa parte, non me ne frega neanche più di tanto.
    Una donna ha comunque tenuto quel bambino dentro di sè per nove mesi sapendo che avrebbe dovuto darlo poi via. Fa bene, fa male? Non sono io a doverla giudicare.
    Oggi c’è Nichi Vendola felice di essere padre.
    Mi viene solo da pensare a quella enorme differenza che una certa Organizzazione fa da sempre tra il peccato e quei poveri disgraziati dei peccatori…..
    E poi do’ una grattatina all’ orecchio di micio, che mi si strofina sulla gamba e ronfa, tutto contento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...