Friedman parla, i presidenti se ne vanno. E lui li bacchetta. Accadde a Fermo

Alan Friedman è stato invitato a Fermo a parlare in un convegno promosso da Tipicità al Fermo Forum.

Il giornalista, politologo, esperto di economia, conduttore televisivo e scrittore statunitense ha accettato.

Un calibro da novanta, capace di uno sguardo a 360 gradi sul mondo, è sempre un’occasione ghiotta per capir meglio le cose, per avviare un confronto, per trarre spunti positivi in una azione politico-amministrativa.

Insomma, un’occasione da non perdere.

Chi sedeva in sala, partecipava per allargare le proprie conoscenze. Teoricamente.

Perché poi in pratica non tutti hanno avuto lo stesso obiettivo.

Friedman

Il prof. Alan Friedman

Qualcuno ha tenuto un comportamento (tra l’altro usuale) disdicevole, rimediando una figuraccia notevole.

Nelle prime file sedevano gli amministratori regionali e i presidenti di enti economici.

Battimani all’ingresso di Friedman

Poi cos’è accaduto?

E’ accaduto che i vertici regionali (Ceriscioli in testa) abbiano, come si usa, dato il saluto alla platea e ringraziato il giornalista-relatore.

Giusto e sacrosanto.

La defaillance è arrivata dopo.

Come Friedman inizia a parlare, la combriccola politico-amministrativa si alza compatta come un sol uomo, e abbandona la sala. Se ne va zitta zitta e un po’ ingobbita. Qualche remora si fa strada.

 

Per contestazioni? No, no!

Per impegni improrogabili? No no!

La spiegazione è molto più semplice: per un giro tra gli stands, per stringere le mani di futuri elettori, per rilasciare interviste fiume riprese poi dai propri addetti stampa e confezionate ad hoc per giornali e riviste.

Friedman, che è americano, che è scafato, e che si può permettere di dire quello che pensa, non ha gradito l’abbandono dopo la passerella sul palco.

E lo ha detto chiaro e tondo: stroncando i fuggiaschi.

Ad onor del vero, dobbiamo salvare il sindaco di Fermo che, padrone di casa, è stato costretto, per dovere d’ospitalità, a seguire il presidente della regione e gli altri presidenti, abbandonando a malincuore il relatore.

Ma questa è solo l’ultima puntata di un cattivo comportamento se non addirittura un malcostume.

Quello cioè di presenziare ai convegni sino al proprio saluto d’apertura e di abbandonare l’aula successivamente. Oppure, di non prestare alcuna attenzione alle parole dei relatori continuando a giocare e scrivere sul cellulare.

Fateci caso!!!

Ma è solo cattivo comportamento e malcostume?

Forse c’è di peggio: il presumere di saper già cosa il relatore – in questo caso Friedman – dirà, il considerare scontata la sua relazione e inincidenti le sue parole. Come dire: inutile ascoltare!!!

Sorge una domanda: e, allora, a che servono certi convegni? Soprattutto: a che servono i saluti?

Soprattutto, ancora: a che servono ‘sti politici?

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One thought on “Friedman parla, i presidenti se ne vanno. E lui li bacchetta. Accadde a Fermo

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