Fermo. Da che parte sta Paolo Calcinaro

Fermo battistrada. Non sarà l’unico caso in Italia, ma resta un fenomeno significativo. Non si tratta di un caso come gli altri di sola civicità ma di un tentativo – forse anche inconscio – di una maggioranza sintetizzante sinistra e destra con un distillato che cerca di rispondere con i fatti alla quotidianità dei problemi.

Ieri sera su Rai 2, a Virus, Nicola Porro ha dialogato con Virginia Raggi. La candidata sindaco a Roma per il Movimento 5 Stelle è stata introdotta da una scheda che, prendendo a base la canzone di Gaber “Destra-Sinistra”, ha letto il Movimento grillino alla luce dei due schieramenti: a dx, ad esempio, quando parla di immigrazione, a sx, sempre per esempio, quando difende l’acqua pubblica.

calci

Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro

La necessità di superare le ideologie, scardinando i vetusti schieramenti contrapposti, era già nelle proposte della Nouvelle droite di Alain de Benoist. Se ne fece portavoce, sul finire degli anni Settanta, Marco Tarchi. Posizione condivisa da Giampiero Mughini e Massimo Cacciari, sempre nello stesso periodo.

Ci sono voluti 35 anni perché ci si avvicinasse, complice la disfatta dei partiti e l’inadeguatezza delle categorie interpretative.

Resta il fatto, però, che già nel nome ogni partito rappresenta una parte e non può essere un tutto.

Torniamo a Fermo. Il sindaco Paolo Calcinaro risulta poco o nulla schematico.

Concedendosi all’unica moda della camicia slacciata alla Tsipras e, qualche volta alla Renzi, si mostra per quello che è e per quello che sente, respirando a “due polmoni”.

Laicissimo, è piaciuto ai cattolici nel corso della Festa della Famiglia quando ha detto che della famiglia sente il richiamo, o quando ha partecipato alla presentazione del libro di mons. Luigi Conti intervenendo comunità e necessità dell’educazione.

Contrario all’utero in affitto, è favorevole alle nozze gay.

Calcinaro va al sodo, cercando di cogliere la soluzione del problema al di là delle lenti d’ingrandimento delle culture ideologiche.

Ai sindaci e alle loro giunte è più semplice farlo rispetto alle posizioni dei partiti: la strada va bitumata oppure no, gli alberi vanno potati oppure no, l’assistenza sociale va potenziata oppure no. C’è poco da scegliere e dibattere.

Ma quello che fa la differenza – e si nota – per ora sembra l’apertura: la chiamata a raccolta delle forze espressive locali, senza censura o almeno così sembra. Furbizia?

Si dirà che, con i bilanci super magri, è questa l’unica strada da percorrere. Certo. Ma i mesi prossimi ci sveleranno se l’atteggiamento è stato strumentale oppure siamo dinanzi ad una scelta voluta al di là del momento. Meno netta appare la posizione del suo vice Trasatti, più marcato ideologicamente e più plasmato dal suo essere uomo di spettacolo.

I prossimi tempi ci diranno anche se la spinta propulsiva dell’ancora recente affermazione elettorale si è assottigliata oppure no, se si tratti di euforia da trionfo oppure no, se sia strategia o effettivo cambiamento culturale.

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One thought on “Fermo. Da che parte sta Paolo Calcinaro

  1. Che sia di destra o di sinistra poco importa. Ciò che conta è che sia per la città, perchè un bravo sindaco questo deve fare, lavorare per la città. Tutti quelli che l’hanno preceduto hanno lavorato per sè stessi o per il partito, per fare un favore all’amico o per il prestigio personale di essere Sindaco di Fermo, pavoneggiandosi negli incontri ufficiali. Stessa cosa che è sempre accaduta a livello nazionale e che ancora accade in molti luoghi. Calcinaro si vede in piazza, vive la città, segue gli eventi e spesso il crea. Lo dico da cittadino che non lo conosce di persona ma vorrebbe incontrarlo per proporre idee e che una sera gli ha inviato un messaggio tramite facebook alle undici, ottenendo una risposta di disponibilità gia a mezzanotte e mezza, dopo un’importante serata a teatro. Sindaco che risponde ad un cittadino sconosciuto in piena notte. Non ce ne sono tanti. Non ci siamo ancora incontrati per i troppi impegni ma prima o poi avremo questa possibilità. I negozi in piazza riaprono, il Girfalco è stato popolato da moltissimi giovani nelle scorse notti d’estate, non si vedeva da decenni. E il Natale è stato una grande festa. Che piaccia o meno alle opposizioni, questo è ciò che il cittadino vuole. Lo scrive uno che al primo turno non l’ha neanche votato (al secondo si).

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