Colpita la capitale d’Europa. Colpito uno dei simboli del Continente.

Bruxelles violentata.

La capitale dell’Europa in ginocchio.

Il primo pensiero va ai morti.

Iniziavano una giornata normale.

Sono stati strappati via dalle famiglie, dalle occupazioni, dalle gioie e dalle amarezze di tutti i giorni.

Le bombe hanno impedito la vita.

E’ il nulla che avanza.

La settimana santa, quest’anno, è di vera passione.

L’anno bisestile appare veramente ferale.

L’altro pensiero va ai feriti, ai tanti che saranno marchiati a vita nel corpo e nello spirito.

Il terrorismo islamico viene da lontano.

Dall’odio per la civiltà europea.

Bruxelles

Dal rifiuto della nostra laicità nata con il cristianesimo, con quel date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio.

I mussulmani non conoscono laicità.

Il terrorismo nasce da quei piccoli/enormi gesti di disprezzo. Quell’orinare sulle grandi statue e i sagrati delle chiese fiorentini.

Lo raccontava Oriana Fallaci: le abbiamo riso dietro 15 anni fa.

Il terrorismo nasce dalla non volontà, ma anche impossibilità religiosa, di integrazione.

I mussulmani non la vogliono. Restano gruppi chiusi e impenetrabili. Hanno la loro legge e quella gli basta.

Dieci anni fa il cardinal Biffi propose di accogliere in maggior numero gli immigrati cattolici. Non per spirito di parte. Ma perché capiva che gli usi e costumi sono simili ai nostri.

Lo schermirono accusandolo di oscurantismo e razzismo.

Sette anni fa qualche voce si alzò per chiedere all’Europa di costruire cittadelle protette sulle coste africane dove ospitare i profughi divenuti carne da macello degli schiavisti.

Il silenzio fu assordante.

Ieri la capitale d’Europa è stata violata.

Forse – o quasi sicuramente – l’Europa è solo un’espressione geografica.

Però, l’impatto delle bombe, oltreché devastante per le vittime, lo è anche sotto un profilo psicologico.

Come dire: l’Occidente è in ginocchio.

L’infedele si può battere.

Su questa strada c’è ora un altro simbolo da abbattere. Saremmo tentati dal non scriverlo per esorcizzare la possibilità che accada.

Si tratta di un’altra capitale. Diversa da Bruxelles e dalle sue istituzioni politiche e giuridiche.

E’ un altro tipo di capitale, questa.

Non  ha a che fare con parlamenti e corti di giudici.

E’ Roma, è il Vaticano, è piazza san Pietro.

E’ il centro del cattolicesimo.

L’unico punto fermo nel magma indistinto di oggi; l’unico faro acceso nell’insensatezza che ci circonda.

Colpirlo significa attaccare forse l’ultimo baluardo di unità e unica, vera, radice di un Continente.

Dio non voglia.  

Ma occorre esserne coscienti.

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One thought on “Colpita la capitale d’Europa. Colpito uno dei simboli del Continente.

  1. Passato il primo sgomento e la prima reazione di meraviglia-incredulità-rabbia il pensiero va subito a quelle povere vittime ed alle loro famiglie: giusto il tempo di un “ciao” magari detto a mezza bocca, un po’ assonnati perchè la sveglia suona sempre troppo presto, ma bisogna correre per non perdere la metro…. poi c’ è una giornata di lavoro e poi di cose varie da fare per ritrovarsi infine a chiacchierare un po’ in santa pace a cena…. e sai quanta voglia hai di chiacchierare a quel punto, senza mettere nel conto qualche impiccio serale: il coro, la palestra, la conferenza, chissà quale altro appallamento dovuto….. e poi all’ improvviso quella persona non la vedi più, non c’ è e non ci sarà più, per niente, a volte manco ti fanno vedere il cadavere: non è un bello spettacolo quando mezzo busto l’ hanno trovato dieci metri più in la’ delle gambe….
    Dopo però deve arrivare il momento – specialmente per alcuni altri – di pensare a mente fredda, testa fredda e piedi in terra.
    Siamo in guerra, piaccia o no, contro un nemico feroce, crudele, vigliacco e diverso da qualunque altro. Un nemico che a chiamarlo “kamikaze” gli fai già onore, almeno i Giapponesi si buttavano contro navi nemiche , venendo il più delle volte abbattuti prima o sbagliando il bersaglio. Ma non è un nemico sopranaturale, non è un extraterrestre e non è invincibile. Solo che non dobbiamo fare errori e dobbiamo combatterlo con decisione, intelligenza ed efficacia.
    Vorrei capire come funziona questo grande apparato di sicurezza europeo, che da un anno indaga tra Parigi e Bruxelles, perquisisce, esamina, controlla, conosce e poi si fa scoppiare le bombe all’ aeroporto ed alla metropolitana di Bruxelles, salvo comunicare che i terroristi erano già noti per fatti gravi precedenti…. non fanno in tempo a prendere quella carogna di Salah e nel giro di un pomeriggio Tv e web di tutto il mondo sanno che l’ eroico combattente si è messo a fare il “chiacchiera” con la Polizia. In conferenza stampa vengono lanciati allarmi preoccupati ma i trasporti pubblici non vengono fermati… si temevano ripercussioni negative sulla vendita delle uova di cioccolato?
    Smettiamola con gli isterismi, il pericolo non viene dai poveri disgraziati che scappano da guerre e massacri, e che se accolti in maniera dignitosa diverrebbero cittadini riconoscenti e nemici convinti di ISIS e pattumiera collegata. Il pericolo è a casa nostra con le seconde e terze generazioni nate e vissute qui, in una società che si riempie la bocca di nobili discorsi e dove ci si preoccupa solo di chi ha i soldi: e chi è ricco può andare oltre sopra e contro la legge, ammirato ed invidiato.
    Combattiamoli con la “intelligence” magari partendo dalla “intelligenza” che deriva dalla “Cultura”, quella che apre la mente e sviluppa il senso critico (che non significa mancanza di rispetto per le idee altrui) ed il senso di responsabilità, che non è composta solo dalla conoscenza dei meccanismi finanziari e della quale tanta paura hanno effettivamente le menti di ignoranti e fanatici. Sono intelligenti i terroristi, ma solo per un verso, solo per fare il male, battiamoli usando questa arma in tutto il suo spettro di possibilità ed in tutto il suo potenziale.
    Lo sappiamo di esserne capaci.

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